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Cronaca

MAIOLATI / “Spesa a domicilio” per aprire un negozio nel capoluogo

Si studiano alternative da quando ha abbassato la serranda l’unico generi alimentari del paese

MAIOLATI SPONTINI, 13 febbraio 2020 – Nel paese natale di Gaspare Spontini, nel capoluogo per intenderci, l’ultimo negozio di generi alimentari presente, ha abbassato definitivamente la saracinesca.

Triste destino

Stessa sorte era toccata in precedenza a quelli di Castelbellino e Monte Roberto. Splendidi borghi storici che pagano a caro prezzo il fenomeno dello spopolamento, con il conseguente spostamento di servizi ed attività a valle. Un problema non da poco per la popolazione decisa a rimanere nei propri luoghi, generalmente di età avanzata, e un mancato stimolo per giovani o comunque nuovi nuclei familiari a provare la vita di paese.

Andreoli immobiliare 01-07-20

Della questione specifica si è discusso durante la commissione ambiente e territorio di Maiolati, e lo scenario presentato non è dei più confortanti. Negli anni passati il comune ha elargito contributo a fondo perduto per sostenere l’attività, ma la misura non è stata evidentemente sufficiente. Il vice sindaco Mario Pastori, che risiede proprio in paese, ha affermato che i contatti tra la proprietà del locale e il gestore non hanno avuto gli esiti sperati, nonostante la proposta di tagliare del 20% il costo dell’affitto, come pure è saltato il passaggio della gestione alla proprietà.

Le ipotesi

Due le ipotesi concrete ancora in piedi: l’interessamento di un soggetto privato, o il subentro di una cooperativa. Con spirito collaborativo e non polemico, Percorso Civico ha elencato una serie di proposte per invogliare possibili manifestazioni d’interesse, a partire dallo spostamento del negozio in locali comunali, per poter agire sull’abbassamento della Tari.

In tal senso sono stati suggeriti il circolo cittadino (che diventerebbe negozio + bar), i locali utilizzati per le tornate elettorali, o quelli dell’ex ristorante Colle Celeste. Interessante l’idea di ampliare l’offerta promuovendo la “spesa a domicilio” nei luoghi vicini non serviti da un alimentari, come appunto Castelbellino e Monte Roberto, ma anche le frazioni di Scisciano e Poggio Cupro.

Leonardo Guerro del M5S, in osservanza del programma, propone la realizzazione di un “emporio” presso l’ex consorzio agrario. Naturalmente, la sopravvivenza dei piccoli centri abitati è un’incognita diffusa, e sarebbe opportuno che anche enti di livello superiore, vedi la Regione, facessero la concretamente la propria parte per prendere di prendere di petto una tematica che riveste un carattere sociale, prima che economico.

Marco Pigliapoco

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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