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Calcio, si avvicina il mercato di riparazione: quando l’Ancona pensò di piazzare il colpo del decennio

Calcio si avvicina il mercato di riparazione quando l'Ancona pensò di piazzare il colpo del decennio

Si fa sempre più vicino il mercato di riparazione invernale, fondamentale per le squadre di calcio, specie di questi tempi.

Ma c’è un acquisto che, ad Ancona, viene ricordato in maniera particolarmente sentita: parliamo di Mario Jardel.

Un giocatore che venne acquistato dalla società, allora in Serie A, per cercare di risollevare una situazione quasi tragica. L’epilogo a molti è già noto…

L’importanza del mercato di riparazione

La Federazione ha già definito le date ufficiali per quanto riguarda la finestra invernale di calciomercato: parliamo di un intervallo di tempo che va dal 3 gennaio al 31 dello stesso mese nel 2022.

Durante queste settimane, le società di Serie A potranno fare acquisti e rinforzare la propria rosa in vista della parte più calda del campionato.

La pandemia aveva difatti cambiato in maniera abbastanza drastica l’ultima sessione di mercato, quella estiva: era slittata al mese di settembre, per poi tornare alla normalità nel 2021.

Già lunedì 3 gennaio, quindi, potremmo teoricamente assistere ad una serie di operazioni importanti.

Tutte le negoziazioni avverranno nell’Hotel Melià di Milano, la sede delle trattative di calciomercato di Serie A già da 4 anni a questa parte.

Ancona 2003-2004: disastro annunciato?

Una rosa impressionante che non servì ad evitare la retrocessione. Quella dell’Ancona fu una stagione incredibile, purtroppo in senso negativo.

Ovviamente stiamo parlando della stagione 2003-2004: i marchigiani composero una rosa di ben 46 giocatori, con sessioni di mercati ai limiti dell’immaginabile per quanto fossero accese e sorprendenti.

Eppure, all’inizio, la stagione sembrava che potesse essere tutt’altro che negativa.

Prima una promozione inaspettata ai danni di un Palermo assolutamente temibile (i siciliani avevano in rosa giocatori del calibro di Filippo Maniero, Arturo Di Napoli e Lamberto Zauli).

Gli uomini di Gigi Simoni riuscirono a centrare una vera e propria impresa, soprattutto grazie alle prestazioni pazzesche di Ganz e Graffiedi, ma anche di giocatori come Maini, Scarpi tra i pali, Perovic e così via.

Ma fu dopo la promozione in Serie A che avvenne una vera e propria rivoluzione della rosa.

Vennero acquistati, in estate, tantissimi giocatori: tra questi, Baccin, Bilica, Carrus, Andersson, Di Francesco, Mads Jorgensen, Luiso, Milanese, Pandev, Mussi e Viali. Molti di questi avevano già una esperienza in Serie A, altri erano giovanissimi che si affacciavano ad un panorama calcistico di questo livello per la prima volta.

Per esempio, lo stesso Pandev, all’epoca ventenne, era agli esordi: solo dopo qualche anno divenne un veterano del nostro campionato, dimostrando doti eccezionali.

Un inizio difficile

Nonostante la promozione, Gigi Simoni venne esonerato, per questioni non risolte con la presidenza, e la panchina venne affidata a Leonardo Menichini, un vice storico di Carlo Mazzone (il quale era stato a sua volta accostato proprio alla panchina anconetana).

Purtroppo, il tecnico Ponsacco riuscì a capire ben poco il da farsi con una rosa a disposizione così ampia: l’inizio fu disastroso, con un solo punto nelle prime quattro giornate. Sarà esonero immediato.

Venne chiamato Nedo Sonetti, anche se la situazione cambierà poco: i marchigiani riuscirono a pareggiare con la Reggina, a Reggio Calabria, conquistando quello che risulterà essere l’unico punto racimolato in tutta la stagione fuori casa.

Furono ben 16 le sconfitte esterne.

A fine gennaio, senza riuscire mai a vincere, venne esonerato anche il povero Sonetti.

Subentrerà Giovanni Galeone e si darà il via ad un’altra sessione di mercato folle.

Mercato di gennaio: ecco Jardel!

Soltanto durante la sessione di gennaio, vennero acquistati ben 18 giocatori. Probabilmente un record ancora imbattuto.

Tra i giocatori in questione troviamo Baccin, Roccati, Carrus, Hubner e Potenza.

Quest’ultimo fu protagonista di una storia travagliata: passò prima in prestito all’Inter, poi venne girato al Parma ed infine approdò nelle Marche.

Ovviamente, però, l’acquisto di Mario Jardel fu quello che fece particolarmente scalpore.

Sebbene ormai tutti i bookmakers considerassero l’Ancona prossima alla retrocessione, la società non volle arrendersi e provò un colpo a sorpresa.

L’attaccante brasiliano aveva già alle spalle una carriera eccellente: un attaccante col fiuto del gol, che però si presentò in Italia con un fisico tutt’altro che atletico.

Era palesemente in sovrappeso e soprattutto spaesato: memorabile il saluto alla prima gara ai tifosi del Perugia, anziché a quelli dell’Ancona.

L’attaccante brasiliano, fino a soltanto qualche stagione precedente, era accostato a squadre di altissimo livello (come il Milan e la Juve).

Era considerato un attaccante di livello internazionale e soprattutto uno dei più prolifici in circolazione.

È vero però che il giocatore aveva difatti militato soltanto in un campionato non eccelso, quello portoghese.

È vero, però, che Jardel era riuscito a costruirsi una carriera a suon di gol, specialmente di testa, sua specialità: aveva un’elevazione impressionante, a cui sopperiva ad un dribbling tutt’altro che spettacolare.

Con il suo fiuto del gol, durante gran parte degli anni Novanta aveva reso felici i tifosi del Porto, senza avere mai l’occasione di approdare tra le grandi europee.

Nonostante un mercato di gennaio rivoluzionario, sia per quanto riguarda l’allenatore che i giocatori, purtroppo per l’Ancona le cose non cambiarono.

Da gennaio fino alla fine della stagione, i marchigiani riuscirono a vincere solo due volte: la prima contro il Bologna, grazie ad un gol di Bucchi e ad una doppietta di Rapajic; la seconda contro l’Empoli grazie alle reti di Milanese e Sommese.

La fine della stagione si concluse con soli 13 punti racimolati e una retrocessione già preventivabile diversi mesi prima del termine della stagione.

Diversi, poi, furono i giocatori che non riuscirono ad affermarsi dopo quell’esperienza; tra questi Pungu per esempio.

Altro record negativo fu quello che vide il bomber Hubner non riuscire a realizzare neanche una rete con la maglia dell’Ancona: si tratta dell’unica squadra in cui l’attaccante abbia fatto cilecca.

Da lì in poi furono soltanto anni bui: prima l’arresto per truffa del presidente Ermanno Pieroni, poi il fallimento della società al termine della stagione.

L’Ancona ripartì dalla Serie C2, grazie al lodo Petrucci, fino a quando venne poi radiata, alcuni anni più tardi, dalla FIGC per inadempienze economiche. Fu costretta a ripartire dall’Eccellenza.