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CALCIO&BASKET LA RUBRICA “L’OPINIONE DI EVASIO SANTONI”

JESI, 19 ottobre 2015 – Della Jesina contro il Fano ci è piaciuto tutto tranne un episodio del post partita. Ci è piaciuta la formazione messa in campo, ci sono piaciute le prove di Arati e Tafani, la prestazione di un Trudo dimostratosi, se gioca così, di altra categoria. Finalmente la Jesina. Finalmente una vittoria contro un avversario di prestigio maturata grazie a tanti fattori. Si potrebbe anche pensare che il Fano capolista non era nelle sue giornate migliori ma va dato atto ai leoncelli di essersela cercata. Adesso bisogna dare continuità ai risultati e proseguire sulla strada intrapresa la settimana scorsa restando con i piedi per terra e continuando a lavorare giorno dopo giorno con umiltà ed impegno. Anche le critiche portate hanno dato i frutti sperati visto poi l’undici iniziale sceso in campo e la prestazione. La Jesina si è lasciata i problemi alle spalle? La speranza è che sia così. Nelle prossime tre partite ci sarà la trasferta in casa della Folgore Veregra degli ex Arcolai e Mattia Cardinali; poi in casa contro Isernia del cannoniere del campionato Panico e Sambenedettese il cui club in queste ore ha esonerato l’allenatore Beoni sostituendolo con Palladini. Se i tre punti contro il Fano sono vera gloria lo dirà il campo. Dicevamo di Trudo, Arati, Tafani: come dire attacco, centrocampo e difesa. È vero che nel calcio vince la squadra ma la differenza la fanno i singoli. Perché, per quanto si tenti di neutralizzarli, la differenza trova sempre il modo di uscire. Le grandi individualità risolvono le partite e contro il Fano super Trudo, ad esempio, ha letteralmente portato a spasso centrocampo e difesa avversaria prima per servire l’assist perfetto a Ragatzu e poi per realizzare un gran gol dove tutte le sue capacità, potenzialità e caratteristiche sono state espresse in una singola azione. Il dopo partita è stato interessato da un episodio che ha visto protagonista il portiere Niosi entrato in sala stampa per apostrofare il sottoscritto di scrivere ‘stronzate’. Niosi non sa distinguere, forse non ne è capace, una critica da una presa di posizione preconcetta. Il portiere ha fatto come lo struzzo che tira fuori la testa dalla sabbia per diventare libero di se stesso. Ha approfittato della vittoria della Jesina per permettersi di offendere chi lavora e chi ha sicuramente contribuito con le critiche costruttive a far cambiare completamente volto ad una squadra che dall’inizio della preparazione fino a pochi giorni fa barcollava nel buio ed era criticata da tutti, addetti ai lavori interni alla società compresi. La cosa spiacevole è stato però quello di vedere dirigenti importanti del club leoncello presenti al momento dell’episodio non intervenire nella maniera più assoluta. Questi evidentemente sono bravi a chiedere ai media di collaborare ma in certe situazioni fanno come le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. L’Aurora basket invece ha vinto la gara di Recanati. Quello che è stato definito il nuovo derby marchigiano ha visto una buona presenza di pubblico che si è divertito ed appassionato ad un incontro che la squadra di Lasi ha portato a casa nel finale lasciando l’ultima posizione di classifica a zero punti, da sola, i leopardiani. Su tutti le prestazioni di Greene e Santiangeli: due spine nel fianco per il quintetto allenato dall’ex Zanchi che per la terza partita consecutiva si è trovata in vantaggio poco prima della sirena finale e sistematicamente ha spento la luce e perso.
(Evasio Santoni)

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