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Chiaravalle  Maria Grazia Focanti espone alla Biblioteca Ferretti

La personale dal 14 aprile al 4 maggio, nelle opere dell’artista, i colori spiccano in maniera molto rilevante

Jesi – Domenica 14 aprile alle ore 16.30 presso la Biblioteca Massimo Ferretti inaugurazione di “Presenze Educanti nello Spazio” la mostra personale di Maria Grazia Focanti che vive a Monsano.

La mostra rimarrà aperta fino al 4 maggio dal lunedi al giovedi 9.30-12.30 / 15-19; venerdi e sabato dalle 8.30 alle 12.30; domenica 17 – 19. 

Laureata in sociologia a Urbino presso l’Università degli studi “Carlo Bo”, in seguito ha frequentato un corso di pittura presso l’Accademia Belle Arti di Macerata.

Ha partecipato a molteplici mostre collettive e personali in varie città italiane, contribuendo anche, su invito, all’illustrazione di diverse pubblicazioni. Alcune delle sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private. In questi ultimi anni si è dedicata all’approfondimento di alcune tecniche pittoriche quali la pittura materica, la video-arte, la performance, la tecnica dell’acquerello e l’acrilico. Attualmente vive e opera a Monsano. 

Nelle opere dell’artista, i colori spiccano in maniera molto rilevante, dando luce allo spazio circostante caotico e multicolore, in un vero e proprio esercizio di stile libero, dove si stagliano profili umani immersi in paesaggi ricchi di cromie molto piacevoli alla vista, con marcati riferimenti all’interiorità più intima dell’artista, riuscendo a catturare l’attenzione dello spettatore anche in un contesto informe e sfocato e riuscendo a far emergere, dalla materialità della tela, una donna profondamente spirituale, ma forte e determinata al tempo stesso. 

Figure femminili appena accennate, forme eteree fluttuanti nello spazio, profili umani in alto e in basso, sospesi nel cielo tra le nuvole, o che emergono dalla superficie terrestre, immersi in paesaggi multicolori che richiamano dolci colline o flutti marini, di un intenso azzurro. 

Si percepiscono relazioni tra linee, forme delle immagini e tonalità dei colori, in cui si alternano, come in un gioco di ombre cinesi, il maschile e il femminile, il  giorno e la notte, il sole e la luna, creando un’interazione di energie che confluiscono in modo armonioso, producendo un perfetto equilibrio nel nostro essere estroversione e introversione, Ying e Yang. In questo bilanciamento di forme, lo spazio diventa un mezzo di comunicazione e, interagendo con l’artista e con il fruitore dell’opera ha esso stesso una funzione educativa, facilitando la crescita e le relazioni costruttive e affettive, ponendo l’artista come mediatore tra ambiente e uomo. 

La grande pedagogista Maria Montessori, sosteneva che la vera salute sta “nella liberazione dell’anima” e, infatti, il suo programma pedagogico prevede l’elaborazione di studi mirati in diverse materie, tra le quali anche la cultura artistica, accompagnando lo sviluppo del bambino nel  passaggio dal piano sensoriale a quello astratto.

Anche nelle opere dell’artista Maria Grazia Focanti troviamo un universo armonico di linee curve e sfere, di piani mobili, forme, movimenti e colori che rappresentano strumenti espressivi, capaci di creare effetti spaziali di profondità, fino a un legame con l’universo, dove lo spazio infinito arriva a colmare il vuoto dell’esistenza terrena.

L’artista crea un magico momento, in cui i colori delle tele si fondono, in un palcoscenico multicolore e multidimensionale, come espressione tangibile di un processo creativo che è anche terapeutico ai fini di una rinascita spirituale e propedeutico  alla vita e alla gioia di vivere. 

L’arte per lei viene individuata come territorio privilegiato per riportare al centro della riflessione educativo-pedagogica le questioni della sostanza e della forma, dove l’ispirazione, la contemplazione e la spiritualità sono il punto di arrivo della saggezza, della verità e del mistero, come parti di una metodologia educativa e formativa.

Patrizia Minnozzi, critico d’arte

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