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Alta Vallesina

FABRIANO / Ucca, rap e poesia: «Mi ispiro a Dante»

Questa sera a partire dalle ore 22 il live al F-Actory, via Vittorio Veneto

 

FABRIANO, 8 febbraio 2020 – Una passione che brucia dentro, che nasce giovane e che cerca strade per esprimersi.

La storia di Ucca è quella di un giovane artista che cerca spazio, immagina strada e percorre l’intuizione della musica. Voce e chitarra prima, le prime prove, rime e beat poi come decisione. Ma l’incontro decisivo, l’ispirazione “fatale” in terzo superiore, con la scoperta dell’”Inferno” di Dante.

Tra modernità e “passata” ispirazione (“Dante è stato il primo rapper” scherza Ucca ma non troppo) il giovane rapper fabrianese si racconta a poche ore dal concerto i stasera al F-Actory (leggi l’articolo).

Come hai scoperto la musica e quando hai scoperto che il tuo desiderio era quello di fare musica?

La musica mi ha sempre circondato: mio padre appassionato di ogni tipo di musica e bravo nel suonarla. Sono cresciuto ascoltando di tutto dai Pink Floyd alla reggae e non mi immaginerei un mondo senza musica. Il mio approccio è iniziato intorno ai 12 anni con la prima chitarra. Contemporaneamente ho iniziato a coltivare la mia passione per le parole con i primi versi scritti. Ci sono state le prime “prove”, con le canzoni registrare nel piccolo studio costruito con il tempo da mio padre in casa e soprattutto senza nessuna esperienza.

La passione per la musica rap, com’è nata, quale è stata la scintilla per questo grande amore?

È nato tutto scoprendo Dante, e penso che possiamo definirlo come il primo vero rapper della storia. Devo questo incontro con il sommo poeta ad un professore, Francesco Favi, che mi fece innamorare dell’endecasillabo. Lì la decisione: “Voglio fare questo e metterci anche buona musica”. Un mondo che si apre ed una forza incredibile ieri come oggi.

Quindi l’arrivo dei beat ed una nuova forza da portare in musica, com’è andata?

Dopo aver iniziato a registrare singole canzoni ho scelto di registrare alcuni mixtape, ma il cambiamento vero è stato quello di aver iniziato ad utilizzare una metrica diverso rispetto a quella con cui ho iniziato a suonare. Attenzione alla struttura dei testi e costruirli per una base musicale precisa.

Immagino anche i primi live dopo questa svolta, raccontaci qualcosa.

Il mio primo vero concerto è stato su invito di Andreas Muller diversi anni prima della sua vittoria ad “Amici”. Lui danzava hip-hop e venni invitato a suonare alcune canzoni ad un saggio di danza al PalaGuerrieri. Avevo solo 17 anni, ed era il 2012: il mio primo live e 600 persone lì ad ascoltare. All’inizio un po’ di timore, ma appena sentita la prima nota e detta la prima sillaba è stato l’inizio di un fiume di energia. Un momento indimenticabile.

Passa del tempo e poi inizi a lavorare al primo disco: raccontaci la storia.

Prima del disco ufficiale ho registrato 3 mixtape, con dei titoli collegati che andavano a formare la frase “Sopravvivere” – “All’inizio” – “Della Salita”. Dopo di loro ho iniziato a lavorare al mio primo disco, era l’agosto 2018 e mi sentivo pronto per questo passo. Ho iniziato a comporre e costruire le canzoni un poco alla volta, con la fase di scritture finita a dicembre del 2018. Un disco molto vario, dove non si può ascoltare un solo stile.  Poi il grande passo, perché il disco è stato inoltre prodotto e masterizzato da me, sempre all’interno del mio studio di registrazione, e quindi da gennaio 2019 lo studio per una produzione ed un missaggio perfetti per “Una Cartolina Con Ansia”. Un disco che è un cerchio, che si lega dalla prima all’ultima traccia.

Una canzone “manifesto” per Ucca e per il tuo primo disco?

Sicuramente “Outro”. Per il testo che mi rispecchia e chi mi emoziona, e per la musica dove abbiamo pianoforte, violino e tanto altro per una canzone fuori dai canoni rap.

Ormai anche la scena italiana è riconosciuta, anche a livello di vendite: ma possiamo considerare il rap come musica d’autore?

Sicuramente sì. È importante come e cosa dici. Nuovi cantautori? Forse sì, perché c’è davvero chi – come me nel piccolo – cerca di portare avanti messaggi per chi vive questo tempo. Una musica che racconta la vita e la vita che vivo ogni giorno.

(s.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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