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Cronaca

Il fatto Festival Stupor Mundi, fondi assegnati e poi tolti alla Fondazione Carisj

Nella finanziaria regionale 2023 il contributo di 80mila euro per organizzarlo era diretto verso Jesi, in assestamento assegnato al Comune di Ancona

Jesi – Prima di tornare al mittente ed essere rispediti al Comune di Ancona, gli 80mila euro di finanziamento per l’organizzazione del Festival “Stupor Mundi”, erano stati indirizzati verso Jesi. Infatti, la legge di stabilità 2023 della Regione Marche, varata col n.31 il 30 dicembre 2022, destinava un “contributo straordinario alla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi (Carisj) per la realizzazione del Festival Stupor Mundi Federico II di Svevia“, per 80.000 euro.

La statua di Federico II

I fondi sono dunque stati virtualmente a disposizione della Fondazione di Piazza Colocci, “impegnata nel sostegno e la promozione di progetti di utilità sociale legati ad arte e cultura”. Poi, per un motivo che resta ancora da comprendere, la Giunta regionale, con la deliberazione delle modifiche normative dell’assestamento di bilancio, varato il 25 ottobre scorso, ha revocato lo stanziamento alla Carisj dirottandolo verso il Comune di Ancona.

Il municipio anconetano

Ad anticipato in un’intervista apparsa su un quotidiano era stata l’assessora alla cultura del comune dorico, Anna Maria Bertini. L’esponente della Giunta Silvetti, unica a essere stata scelta fuori dai partiti politici anche se data vicina ai dirigenti locali di Fratelli d’Italia, aveva preannunciato l’arrivo del bando per assegnare l’organizzazione, che infatti è stato puntualmente pubblicato pochi giorni dopo con 67mila euro a base d’asta e la conditio sine qua non che tutte le attività devono tenersi esclusivamente all’interno del territorio comunale anconetano.

Jacopo Falà (Pd)

A portare a conoscenza del fatto che i soldi stanziati dalla Regione per il Festival fossero transitati per Jesi prima di essere convogliati su Ancona, è stato l’ex segretario Pd, Jacopo Falà. Il perché questa opportunità non sarebbe stata colta da Palazzo Bisaccioni (foto in primo piano), non è chiaro nemmeno all’esponente dem.

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«Non saprei – ci ha spiegato – se possano esserci state interlocuzioni tra la Fondazione e la Regione. Di sicuro c’è che la Carisj sapeva di essere stata assegnataria della cifra e che poi questa le è stata tolta. A prescindere da queste dinamiche interne a Jesi, pur essendo legittimo l’atto politico della Regione, non lo ritengo affatto corretto dal punto di vista formale. Non è stato fatto un bando e questo contributo è stato dato unilateralmente al Comune di Ancona, su un festival che riguarda un personaggio jesino».

Un momento del Consiglio comunale del 30 novembre

Il primo a portare la vicenda in Consiglio comunale il 21 novembre era stato l’esponente di minoranza, in quota Patto x Jesi, Giancarlo Catani. L’avvocato jesino ha preannunciato un nuovo atto per iniziare a lavorare per il futuro, cogliendo la mano tesa giovedì dal sindaco Lorenzo Fiordelmondo nella sua replica all’interpellanza rivolta proprio da Catani.

«Come liste civiche presenteremo la proposta di convocare la Commissione 2 e la Consulta per il turismo. Lo scopo è parlare di questo episodio ma anche di redigere un progetto futuro. Bisogna almeno cercare di rimediare e iniziare a costruire qualcosa di concreto».

Stimolato sui fondi dati per l’organizzazione del Festival Stupor Mundi alla Fondazione Cassa Risparmio di Jesi e poi tornati indietro, ha osservato: «Non è chiaro quello che sia successo. Sicuro è che la Fondazione non possa non essersi accorta degli 80.000 euro, prima dati, poi tolti. Se l’Amministrazione comunale non sapeva, qualcosa di anomalo c’è stato, almeno nella filiera informativa».

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