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Cronaca

JESI Coronavirus: nota due asiatici e scappa lasciando la spesa alla cassa

Preso dal panico un uomo al supermercato

JESI, 23 febbraio 2020Lascia la spesa sul nastro delle casse perché teme il contagio del coronavirus. È successo sabato mattina in un supermercato di viale Gallodoro.

Un uomo dopo aver scelto tutto il necessario è arrivato alla cassa dove ha sistemato tutti i prodotti per effettuare il pagamento. Alzando lo sguardo ha notato due persone dai lineamenti asiatici ed è andato nel panico. Diversi clienti in quel momento nei pressi della cassa che hanno assistito alla scena.

Pur ignorando la provenienza delle due persone e la loro nazionalità, che poco conta, ha abbandonato sul nastro quanto aveva prelevato dagli scaffali ed è corso via.

Letteralmente basiti gli altri clienti, interdetto l’addetto alla cassa che ha dovuto poi risistemare tutti i prodotti.

Non è il primo episodio da psicosi in città: all’inizio del mese un cittadino si è recato al Pronto soccorso del Carlo Urbani per chiedere della mascherine «contro il coronavirus» non avendole trovate nelle farmacie che le avevano esaurite.

Intanto sul sito istituzionale del Comune di Jesi è stato pubblicato un decalogo sul coronavirus del Ministero della Salute in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e l’adesione degli ordini professionali medici, delle principali società scientifiche e associazioni professionali, oltre che della Conferenza Stato Regioni.

Dieci, appunto, i consigli, che vi abbiamo già proposto ma che ripetiamo: lavarsi spesso le mani; evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute; non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani; coprirsi bocca e naso in caso di tosse o starnuti; pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol; non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; contattare il numero verde 1500 se si ha febbre o tosse e se si è tornati dalla Cina da meno di 14 giorni; utilizzare la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate.

I prodotti “Made in China” e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi. Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus.

(e.d.)

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