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Cronaca

JESI / Psicosi coronavirus: va al pronto soccorso per chiedere le mascherine

pronto soccorso jesi

Erano finite nelle farmacie, intanto si è riunito il Gruppo operativo regionale per le emergenze sanitarie

JESI, 2 febbraio 2020 – Si presenta al pronto soccorso dell’ospedale per avere delle mascherine «contro il coronavirus».

È successo la scorsa notte all’ospedale “Carlo Urbani dove un uomo è andato all’accettazione del pronto soccorso proprio con quell’intento.

Non avendole trovate nelle farmacie cittadine, dove sono terminate e i rifornimenti non sono ancora arrivati, l’uomo ha pensato di recarsi nell’unità operativa del nosocomio dedicata ai casi di emergenza.

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Incredulo, il personale sanitario del “Carlo Urbani” ha sottolineato di non poter, ovviamente, distribuire mascherine. Da un paio di giorni a questa parte al pronto soccorso sono aumentati i casi di psicosi da coronavirus e diverse sono state le persone che si sono recate in ospedale per effettuare controlli pur non essendo in alcun modo in odore di contagio.

Le mascherine, tra l’altro, non forniscono alcuna protezione dal cosiddetto “virus cinese” ma, semmai, servono solo a non far diffondere il virus da parte di chi lo ha già contratto. Le persone di origine cinese, inoltre, hanno la stessa probabilità di altre di contrarre il virus che non bada alla nazionalità.

Nelle Marche la preparazione all’allerta relativa al nuovo coronavirus passa per le competenze tecniche del Gores, Gruppo Operativo Regionale per le Emergenze Sanitarie, tavolo tecnico che la Regione Marche ha scelto da tempo di costituire per dare risposte tempestive alle emergenze sanitarie, tramite l’interfaccia tra operatori sanitari esperti e Protezione civile regionale.

Nella riunione del 30 gennaio scorso, il Gores ha tracciato le indicazioni operative per affrontare questa allerta sanitaria, definendo le modalità di presa in carico di un potenziale caso sospetto di nuovo coronavirus, le relative modalità di isolamento, diagnosi e trattamento e l’attuazione delle più idonee misure di sanità pubblica per contenere l’infezione ed evitare eventuali ulteriori casi. Le indicazioni operative regionali sono state diffuse a tutti gli operatori sanitari del Servizio Sanitario Regionale.

Qualora un cittadino marchigiano abbia viaggiato nelle zone a rischio della Cina, ed entro i 15 giorni successivi al rientro manifesti sintomi respiratori gravi, può riferirsi al proprio medico curante o contattare il 118. Chi risponderà effettuerà una prima valutazione del caso mediante schede di rilevazione specifiche e attiverà, se necessario, le procedure per affrontare ogni singola evenienza, dalla verifica del sospetto all’eventuale isolamento in reparti dedicati.

I reparti identificati a questo scopo sono le Unità Operative di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera Marche Nord, dell’Aou, Ospedali Riuniti di Ancona e dell’Asur Area Vasta 4 di Fermo.

(e.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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