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Cronaca

Jesi Corrado Olmi, ecco la lapide nella casa della giovinezza – VIDEO

Cerimonia alla presenza delle figlie, del sindaco e dell’assessore alla cultura, degli amici di una vita a celebrare l’artista con letture e le canzoni degli Onafifetti, suspense al momento della rimozione del telo

di Tiziana Fenucci

Jesi, 16 marzo 2023 – Si trova nel vicolo di fianco al Teatro Pergolesi l’abitazione sulla quale è stata apposta e scoperta ieri la lapide in marmo a ricordo di Corrado Olmi, che lì nacque e visse sino all’età di 26 anni, prima di trasferirsi a Roma.

A presenziare alla cerimonia in memoria del poliedrico artista, scomparso nel 2020 all’età di 94 anni, le figlie e i familiari, il sindaco Lorenzo Fiordelmondo e l’assessore alla cultura Luca Brecciaroli, i ragazzacci amici di una vita, gli Onafifetti, e conoscenti e amici di vecchia data, pronti a condividere gli aneddoti di gioventù e i momenti vissuti insieme.

Sulle note di What a wonderful world si è aperto il.momento commemorativo, a fare gli onori di casa le figlie Veronica e Giulia, mentre Alessandra è rimasta a Roma, che hanno testimoniato con delicatezza il grande talento, del padre proponendo brevi letture tratte dai suoi scritti e dando la parola ai partecipanti che ne hanno ricordato momenti di vita e aneddoti.

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«Questo è un momento importante perché celebriamo l’attualità di un talento che ha portato la nostra città nei cinema e nei teatri più prestigiosi – ha sottolineato il sindaco Lorenzo Fiordelmondo -. Celebriamo il legame tra questo talento e tutta la città. Un personaggio che non appartiene al passato ma vive nel presente e offre una proiezione nel futuro, grazie al desiderio della famiglia di rafforzare il legame con la città, un nodo forte che innalza il nostro livello di cittadinanza».

Con oltre 80 film all’attivo, Olmi ha recitato un ruolo di primo piano in ambito cinematografico, vincendo anche un Nastro d’Argento come migliore attore non protagonista nel film di Ettore Scola La cena” (1998). Una carriera nel mondo del grande schermo a cui si aggiungevano le grandi doti di scrittorepittore e scenografo.

«E’ bello ricordare Corrado Olmi proprio qui, di fianco al Teatro Pergolesi, un luogo che lui ha amato molto. La sua statura di attore ha caratterizzato il teatro del ‘900», ha spiegato l’assessore alla cultura Luca Brecciaroli, che ha ricordato anche la cittadinanza benemerita conferitagli dal Comune di Jesi nel 2000 e la collaborazione con Valeria Moriconi.

«Anche dopo aver calcato i palchi più famosi, Corrado Olmi è sempre ritornato nei luoghi della sua città, era molto affezionato a Jesi e alle Marche – ha detto Luca Brecciaroli – grazie alla sua arte ha reso il mondo un posto più bello, proprio come dice il testo della canzone che ha aperto questo incontro. Siamo lieti di commemorarlo con un segno tangibile come questa lapide».

Ed è stato proprio il momento di scoprirla che ha creato una certa suspense, quando il cordoncino agganciato al telo si è staccato, non consentendo al Sindaco di concludere l’operazione dello scoprimento.

«Uno scherzo di Corrado da lassù!» ha mormorato sorridendo qualcuno tra i presenti. Solo l’intervento congiunto del Sindaco e di un cittadino, che si sono arrampicati su una sedia, è riuscito a far sì che si potesse finalmente togliere il telo rosso completando l’inaugurazione

In questa casa muro a muro con il teatro è nato e ha vissuto la sua giovinezza Corrado Olmi, recita l’incisione sul marmo realizzata da Màttoli.

Tra i presenti che hanno preso la parola per ricordarlo, come il professor Fabio Bertarelli, ex preside del Cuppari, non potevano mancare i ragazzacci, gli amici di una vita che hanno celebrato l’artista a modo loro dedicandogli due canzoni a lui molto care, il brano di Francesco Guccini, Gli amici «che descrive perfettamente il feeling che avevamo con Corrado», hanno spiegato gli Onafifetti, Mario Sardella, Giovanni Filosa, Piergiorgio Memè, e il brano dei Gufi, Non maledire questo nostro tempo, che lo stesso Olmi aveva chiesto fosse cantato da loro nella cerimonia del suo funerale.

Durante l’attività teatrale, Corrado Olmi fece parte per tre anni della compagnia di Peppino De Filippo, poi della Compagnia Italiana di Operetta. Partecipò anche a numerose miniserie in Tv e a sketch della rubrica di pubblicità televisiva Carosello. «Le uniche cose che non provò a fare furono l’opera lirica e il circo equestre», ha detto simpaticamente una delle figlie.

«Ci tenevamo che oggi si celebrasse la vita», ha sottolineato infatti Veronica ricordando il padre con le frasi che più gli si addicevano «più giro l’Italia e più mi sento marchigiano» e ancora «ringrazio Dio perché sono pagato per fare quello che pagherei per fare».

Ad intervenire con letture tratte dei suoi libri, le nipoti Maria Lucia, Marina, Anna e Matilde e i bisnipoti Aldo e Adele.

Altro contributo, la lettera portata dal dirigente del Comune Mauro Torelli, ricevuta da Corrado Olmi, quando da ragazzino, nel 1973, aveva scritto all’artista.

«Persevera nella scuola e vedrai che diventerai cintura nera», gli aveva risposto Corrado Olmi, dopo aver saputo della sua passione per il judo e per lo studio.

La cerimonia si è conclusa con un applauso e un brindisi finale «dedicato a Corrado».

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