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JESI DENUNCIA DEL TRIBUNALE DEL MALATO: PAZIENTE DECEDUTO LASCIATO IN CONDIZIONI NON DIGNITOSE

obitorio jesi

JESI, 31 luglio 2018Dal coordinatore del Tribunale del Malato, Pasquale Liguori, riceviamo e pubblichiamo.

«Dopo le nostre ripetute denunce circa la mancata copertura delle tante posizioni vacanti di primariato e di capo sala, a cui ha fatto seguito nei giorni scorsi anche quella della Fials, dobbiamo purtroppo prendere atto di un’altra carenza di personale, non meno importante, che riguarda la figura del necroforo (l’addetto che deve provvedere, tra gli altri compiti, al trasporto della salma dal reparto all’obitorio dell’ospedale “Carlo Urbani” di Jesi). – Attualmente nel nostro ospedale operano solo due unità che non riescono quindi ad assicurare il servizio di reperibilità notturna; tutto ciò comporta che, se il decesso avviene di notte, la salma potrebbe restare nella Uo sino al mattino successivo, in quanto il personale di turno del reparto, per eseguire il trasporto, dovrebbe lasciare il reparto stesso, con tutte le conseguenze del caso. In questo eventuale lasso di tempo in cui il paziente deceduto permane nella Uo gli devono essere assicurati alcuni diritti fondamentali: deve essergli garantita la massima privacy e riservatezza, deve essere portato in una stanza ad hoc, lontano da altri pazienti ricoverati (ci risulta a tal proposito che le Uo non hanno quasi mai una stanza da dedicare a questo evento e quindi spesso si ricorre ai paraventi mobili).

Pasquale Liguori, coordinatore del TdM

A questo aspetto se ne deve aggiungere un altro, altrettanto importante: la composizione della salma e la preparazione igienica del deceduto che, normalmente, deve essere eseguita dal personale Oss e dall’infermiere, un’attività questa ultima che va eseguita peraltro entro le prime tre ore dalla morte, prima che intervenga il “rigor mortis “, tenendo anche conto del credo religioso e dei riti culturali del defunto e dei suoi famigliari. Purtroppo, di recente, abbiamo ricevuto una segnalazione sull’argomento che ci ha lasciati sgomenti: se essa venisse confermata, stiamo attendendo la risposta dell’Asur, ci sarebbe da preoccuparsi seriamente per come viene gestito il paziente deceduto in ospedale.

La segnalazione pervenuta faceva riferimento alle condizioni molto poco dignitose in cui sarebbe stato trovato un paziente deceduto: porta aperta della camera in cui si trovava, corpo seminudo ricoperto in maniera frettolosa, bocca aperta, viso sfigurato dagli spasmi della morte, tubicino dell’ossigeno staccato ma ancora funzionante. Ci auguriamo che la Direzione dell’Asur faccia chiarezza presto sulla segnalazione in questione, dandole la giusta importanza.

Non ci sentiamo di attribuire colpe ad alcuno né tantomeno al personale delle Uo che molto spesso opera in numero insufficiente, oberato di carichi di lavoro esorbitanti, ma non si può tollerare di morire in ospedale senza dare al deceduto ed ai suoi familiari rispetto, attenzione e soprattutto quella dignità dovuta all’evento».

LA RISPOSTA
Non si è fatta attendere la risposta del direttore dell’Area Vasta 2, Maurizio Bevilacqua il quale, in una nota precisa che «abbiamo provveduto a verificare il caso denunciato dal TdM e si riferisce a un unico caso, nel pomeriggio del 5 giugno, in cui si era verificato l’ingresso non autorizzato nella stanza di degenza dove il decesso era avvenuto da poco ed erano ancora in corso le procedure di accertamento della morte, precedenti a quelle di igiene e composizione della salma. All’ospedale di Jesi è stata recentemente operata una riorganizzazione dell’attività obitoriale per rispettare le norme contrattuali dei dipendenti pubblici, con riferimento ai turni di pronta disponibilità del personale del comparto. La direzione medica ospedaliera ha rimodulato l’attività delle due operatrici in servizio e dall’inizio della nuova modalità organizzativa non sono mai stati segnalati disservizi».

Per quanto attiene, invece, le posizioni vacanti di primariato – pubblicato l’avviso, che scade il 16 agosto, per un nuovo primario in Radiodiagnostica – Bevilacqua ha sottolineato che massimo entro ottobre i ruoli saranno ricoperti in Medicina e Chirurgia, Accettazione – Urgenza, Ortopedia e Traumatologia, Ginecologia e Ostetricia, Pediatria.

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