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Animali

Jesi Ennesimo episodio di bocconi avvelenati, scatta la denuncia

Veleno per lumache rinvenuto in una polpetta in via Sardegna, «diciamo che questo individuo ha scelto di fare uno dei passi falsi più grossi della sua vita»

Jesi – È stata sporta denuncia contro ignoti, ma si dice pronta ad andare sino in fondo la proprietaria della gattina che martedì scorso ha rischiato di morire a causa di polpette di carne al veleno.

A nulla valgono le segnalazioni, a nulla valgono articoli, la stupidità di qualcuno prevale su tutto.

L’ennesimo rinvenimento di bocconi avvelenati stavolta in via Sardegna e ad accorgersene è stata la proprietaria di una gattina che fortunatamente non ha riportato conseguenze gravi grazie alla sua prontezza.

L’esca avvelenata è stata rinvenuta nella mattinata di martedì, una polpetta di carne, che al momento del ritrovamento era ancora fresca, quindi tutto fa supporre che sia stata messa nella stessa mattina, contenente veleno per topi.

Dopo aver avvisato i vicini i quali hanno quasi tutti animali domestici in casa, la donna ha contattato i Carabinieri Forestali che dopo circa 30 minuti sono giunti sul posto per setacciare la zona e le vie limitrofe e prelevare sia la polpetta avvelenata che il foglio di giornale in cui era avvolta.

Il materiale rinvenuto è stato spedito all’Istituto zooprofilattico per essere analizzato con il risultato che il veleno contenuto era metaldeide, composto altamente tossico per ingestione, ossia veleno per lumache.

«Sono stata fortunata – afferma la donna – altri cinque minuti e l’avrebbe ingerita, una pallina dalle dimensioni di una noce, non credo sia stata piazzata per i gatti, perché nel tentativo di mangiarla l’avrebbero frammentata, ma piuttosto per i cani anche di piccola taglia, che l’avrebbero sicuramente ingerita in un boccone».

Lei intende andare a fondo alla questione e nella mattinata di ieri (mercoledì) si è recata dai Carabinieri Forestali per sporgere denuncia contro ignoti, ma «ovviamente, se ci sono i presupposti si procederà a indagini più approfondite, diciamo che questo individuo ha scelto di fare uno dei passi falsi più grossi della sua vita».

Troppo spesso si stanno verificando episodi simili, e i social sono i mezzi di comunicazione più immediati per segnalare il pericolo, ma non dimentichiamoci che ci sono organi preposti per la tutela dell’animale e va sempre sporta denuncia presso di loro.

Si rende quindi necessaria la segnalazione da parte del cittadino per permettere concrete e capillari attività di investigazione anche da parte della sezione Tutela Animali e Ambiente della Polizia Locale.

Oltre alle dovute segnalazioni, è bene conoscere anche cosa fare nell’immediato.

«Se il nostro amico ha già in corso una crisi epilettica – spiega la dottoressa Meggie Bolletta dell’Ambulatorio Veterinario Arceviese Gianluca Tiroli di Ostra – con fascicolazioni muscolari, movimenti strani delle orecchie, ammiccamenti e temperatura alta, ciò significa che il veleno è stato ingerito da qualche tempo, bisogna correre dal primo veterinario aperto, a casa non è possibile fare niente, unica soluzione è la lavanda gastrica con successivi trattamenti al carbone attivo e in molti casi anche lo svuotamento rettale».

«Al contrario, se ci accorgiamo che ingerisce il boccone possiamo ricorre all’induzione del vomito, perché il veleno non è entrato in circolo e non ha iniziato a creare problematiche, ma comunque sarebbe sempre meglio sotto controllo del veterinario che utilizza sostanze specifiche per evitare effetti collaterali».

Per indurre l’animale a rigurgitare, si possono usare soluzioni saline o acqua ossigenata, ma facendo molta attenzione perchè si potrebbero rivelare un’arma a doppio taglio in quanto sono sostanze caustiche che nel 90% dei casi si rivelano efficaci ma possono verificarsi avvelenamenti secondari da sale con conseguenze non sempre facili da risolvere.

La raccomandazione è di stare molto attenti, purtroppo sono veleni di libera vendita, che chiunque può acquistare, utilizzati non solo come topicidi ma destinati all’orto o al giardino: anche involontariamente, quindi, i nostri animali potrebbero imbattersi nel pericolo.

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