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Jesi Franca Tacconi: «Senza Borgiani e Pieralisi non avremmo attrattive per Federico II»

La direttrice del Centro studi federiciani replica ai commenti social dell’ex assessore Leonardo Animali

Jesi – Credo di poter intervenire e chiarire alcuni punti sulla vexata quaestio che ha preso spunto dallimperatore Federico II, in quanto direttrice del Centro studi federiciani e vicepresidente della Fondazione Federico II Hohenstaufen di Jesi da diversi lustri. Fondazione che, insieme a quella di Palermo e all’altra di Göppingen, in Germania, sono depositarie dell’eredità culturale e scientifica lasciata dallo Stupor Mundi.

Quello che più lascia perplessi, anzi fa proprio male è che, in una contingenza che richiederebbe la maggiore compattezza di intenti, e senza la volontaria intenzione di aggiungere fascine sul fuoco, non un privato ma chi ha ricoperto un ruolo politico quindi chiamato a rappresentare la sua città, spari a zero e con opinioni personali offensive e false nell’esposizione, verso coloro che tanto hanno dato alla città (senza chiedere nulla in cambio) e che purtroppo per tutti non ci sono più e non possono far valere le proprie ragioni.

Se non ci fossero stati Gino Borgiani e Gennaro Pieralisi, infatti, Jesi sarebbe – con riferimento all’Imperatore – priva di attrattori turistici idonei a far confluire un corposo flusso di visitatori servendosi di quel volano che è il nostro Stupor Mundi.

Per quanto concerne poi le illazioni sul Monumento, è assolutamente falso che Gino Borgiani procedette senza confronto. Nell’archivio della Fondazione vi sono i quotidiani del periodo che possono dimostrarlo. L’agire da privato va bensì evidenziato perché, grazie alla sua rete di rapporti, in particolare coi tedeschi, riuscì con il Comitato italo-germanico per l’erezione di un Monumento a Federico II a Jesi, a raccogliere il denaro senza assolutamente pesare sui cittadini. Sicuramente se fosse vissuto, grazie alla sua genialità e amore per Jesi (ci vuole coraggio a chiamare ciò, al pari che per Pieralisi, un “capriccio”) avrebbe dato alla città un invidiabile respiro internazionale.

Per quanto concerne il Museo Stupor Mundi, che spero il nostro ex-assessore abbia visitato con attenzione, non c’è nessuno che non esca estasiato dalla sue 16 sale. Un vero capolavoro senza eccezioni, e tutti dovrebbero collaborare per veicolarne l’immagine. Si parla di patata mollata al Comune senza invece riconoscere la fortuna di un simile dono, la sua potenza propulsiva e la logica che debba essere gestito da operatori con competenze specifiche e all’interno di un meccanismo amministrativo di settore, non certo da un imprenditore.

C’è in aggiunta una grave dimenticanza, – memoria corta, disattenzione o preciso disegno? – vale a dire il non aver citato la presenza, da quasi 36 anni, appunto, di una Fondazione a respiro internazionale che, approfondendo e divulgando la figura del nostro illustre concittadino, ha portato in città le punte di diamante della medievistica, intessuto una rete di rapporti con tutta Italia sfociati in concrete collaborazioni di cui non è questa la sede per darne conto e i cui i risultati si vedranno a breve.

Franca Tacconi

Ma soprattutto ha fatto conoscere Jesi anche fuori dei confini europei, valgano per tutti la mostra su Federico II dell’anno scorso a New York, organizzata dall’Università di Palermo e dall’Istituto di Cultura italiana in cui era componente del Comitato d’Onore, i 68 americani venuti in visita e il docufilm realizzato da un regista giapponese. E già, forse apparirà strano ma esistono su Federico sei saggi in giapponese che presto arriveranno nella Biblioteca della Fondazione, arricchendo i suoi già 50.120 volumi a disposizione di tutti.

Si esordisceAlla città non è mai importato granché … forse più che un perentorio giudizio è un rigurgito di pentimento per se stesso che, avendone tutte le opportunità e gli strumenti nel ruolo di assessore alla cultura, non ha fatto nulla?

Franca Tacconi e la Fondazione Federico II Hohenstaufen

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