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Cronaca

JESI / In un infinito abbraccio l’addio a Fiorella

I funerali a San Giuseppe: «Mia mamma riusciva a emanare amore anche solo con lo sguardo. Lei era amore»

JESI, 10 luglio 2020La famiglia tutta era accanto al feretro di Fiorella Scarponi. Le figlie, Tiziana, Marta, Ilaria e anche Italo Giuliani, il consorte, che non ha voluto rinunciare a starle ancora accanto nel giorno dell’estremo saluto. Nonostante ancora degente sconti i colpi inferti anche su di lui in quell’alba tremenda.

Rose bianche sulla bara chiara, la foto, e un disegno del nipote, appoggiato con delicatezza prima dell’inizio della messa. La nonna è raffigurata come un angelo sopra le nuvole.

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A celebrare il rito il parroco, don Giuliano Fiorentini, con don Luigi Reccia e il diacono Marco D’Aurizio.

Le mascherine nascondono gran parte del viso ma non gli occhi bagnati di lacrime. E tutti quegli occhi ancora sopraffatti da un dolore attonito valgono più di tante parole.

«Ho scelto la pagina – Gv 11, 17-27 e 32-45 – del vangelo di Giovanni – ha sottolineato durante l’omelia don Giuliano – per l’invito alla speranza che nasce dalla resurrezione di Lazzaro e che trabocca in un altro passo dell’evangelista dalla frase di Gesù: “Non sia turbato il vostro cuore“».

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«Non sia turbato il vostro cuore, cari fedeli e concittadini, colpiti a morte anche voi da un mistero d’iniquità che ha preso forma nella furia omicida di un nostro fratello. Non sia turbato il vostro cuore, caro Italo, carissime figlie e parenti tutti di Fiorella, distrutti dall’angoscia, avviliti dall’amarezza, rattristati da un’assenza che vi crea nell’anima vertigini di solitudine».

«È possibile raggiungere l’alba solo seguendo il sentiero della notte, dati i nostri limiti, con grande speranza, decifrando i segni dei tempi nascosti nell’alfabeto di questo delitto. Un delitto atroce. Assurdo. Che conosce anche le lacrime di Gesù che piangendo su Lazzaro piange su tutta la debolezza e tutta la fragilità della nostra natura umana. Oggi su Fiorella».

Tiziana, la figlia più grande, ha poi letto la preghiera dei fedeli, da lei scritta, composta da sette invocazioni nell’ultima delle quali, si è rivolta a «Maria, Madre di tutti noi, accogli mamma come una figlia tra le tue braccia amorose, così come mamma ha saputo accogliere noi. Donaci la forza per affrontare questa prova, la stessa forza con la quale tu hai saputo dire di sì al Padre tuo, accettando il dolore della croce».

Hanno ricordato la mamma Fiorella anche Marta: «Sei e sarai sempre la mamma, cara moglie, compagna, complice, la metà del babbo. Tu sarai sempre vicino a me. Cara mamma, mi hai insegnato che la fragilità non è debolezza e ti prometto che ce la faremo. Caro babbo, leone di casa, ci hai sempre insegnato che anche nel foglio più nero c’è un punto di luce. Grazie a tutti per l’immenso affetto che ci state dando».

E Ilaria: «Mia mamma riusciva ad emanare amore anche solo con lo sguardo. Lei era amore. Non è un addio, tu sei nel sole e nelle stelle, nel mio cuore e in quello di babbo. Tu vivrai in noi per sempre».

Nel piazzale antistante la chiesa la folla ha atteso in silenzio l’uscita del feretro per poi liberarsi in un applauso.

L’ultimo bacio a Fiorella è stato quello di Italo.

Pino Nardella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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