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Cronaca

Jesi Rifiuti, istruzioni multilingue sui cassonetti della differenziata

Con quelli che gli jesini non smaltiscono correttamente in un anno si potrebbe riempire l’intero Corso Matteotti, il Comune vuole alzare il livello della raccolta aiutando anche gli stranieri a capire come farla, intanto con le fototrappole non si sfugge e arrivano le sanzioni

Jesi – Un adesivo con istruzioni in bengalese, arabo, inglese, spagnolo e italiano sarà applicato su 150 punti di conferimento rifiuti della città.

Il fine è quello di migliorare la quantità della raccolta differenziata, evitando confusione e conferimenti non corretti, non solo nelle nuove isole smart, ma anche nelle altre isole della città.

L’iniziativa è stata presentata ieri presso la sala del Consiglio comunale da Alesandro Tesei, assessore all’ambiente, Enrico Scarlato, della municipalizzata JesiServizi ed Elisabetta Ubertini dell’Assemblea territoriale d’ambito (Ata Rifiuti) della provincia di Ancona.

I dati

A Jesi, infatti, si differenzia abbastanza per i limiti ritenuti soddisfacenti dalle istituzioni nazionali e internazionali, ma si può e si deve far meglio. Uno dei metodi è sicuramente quello di rendere edotti sull’importanza del farlo e sul come farlo, la fetta di popolazione che fino all’arrivo in Italia non era stata abbastanza (o per nulla) sensibilizzata a riguardo. Da qui la scelta dell’adesivo multilingue nel quale si elencano i vari tipi di materiale, come e dove gettarli correttamente.

Stando alla classifica annuale dei Comuni Ricicloni stilata da Legambiente, pubblicata nei giorni scorsi, nel 2023 la percentuale della raccolta differenziata di Jesi è calata dello 0,6% rispetto al 2022, rimanendo comunque al di sopra del 70%.

«Più riusciamo a differenziare – ha spiegato Enrico Scarlato – meno rifiuti vanno in discarica, quindi dobbiamo ridurre i conferimenti impropri e gli abbandoni impropri».

Rifiuti indifferenziati abbandonati all’esterno dell’isola ecologica di Piazza Sansovino, in centro storico

Secondo il rappresentante di JesiServizi, il poco più del 70% che gli jesini riciclano è oltre lo standard europeo, ma questo non può e deve bastare, tanto che per quantificare l’ammontare del residuo che non viene differenziato usa un esempio molto suggestivo.

«Per capire quanti rifiuti non riusciamo a differenziare basti pensare che ogni anno potremmo riempirci tutto Corso Matteotti, da Piazza della Repubblica fino all’Arco Clementino, da terra al tetto dei palazzi che lo costeggiano».

Il risultato di questa immagine davvero impressionante deriva dai quasi 152 kg di materiali non differenziati pro capite prodotti per abitante dai quasi 40mila residenti di Jesi.

I nuovi adesivi

«Abbiamo accolto con piacere la richiesta dell’assessore Tesei – ha dichiarato Elisabetta Ubertini dell’Ata – di aiutare il Comune in questa iniziativa. Solo con la collaborazione di tutti i cittadini, infatti, possiamo raggiungere l’obiettivo di aumentare la raccolta differenziata. Un’iniziatica che rientra all’interno della campagna Buona Differenziata, che avrete già visto nelle pubblicità sui bus del trasporto pubblico, realizzata con il contributo del Conai».

«Insieme ad Ata abbiamo pensato a questa iniziativa – ha sottolineato Alessandro Tesei – rivolta a quella parte di cittadinanza di origine straniera che ancora non ha dimestichezza con la nostra lingua e, pertanto, ha problemi di comprensione su come si usano i cassonetti».

I trasgressori

Chiaro che l’ignoranza sulla differenziata non è l’unica causa dell’ancora alto numero di persone che non differenziano la propria spazzatura. Per loro il Comune ha già attivato da qualche mese una campagna di repressione con l’acquisto delle fototrappole che hanno già aiutato la Polizia Locale ad elevare parecchie sanzioni ai cittadini con scarso senso civico.

Un altro dei grandi problemi – conferma l’assessore all’ambiente – è che fuori dalle isole ecologiche viene abbandonato di tutto, anche mobili ed elettrodomestici. Oltre a chi lo fa perchè non ha capito che non si può, c’è anche chi sa di non poterlo fare ma lo fa lo stesso. La Polizia Locale è inflessibile e sta mietendo sanzioni ai trasgressori e quindi la parte repressiva mi sento di dire che sta iniziando a funzionare».

La nuova app

L’assessore ha anche annunciato una nuova app consultabile su qualsiasi smartphone che sarà operativa a breve, grazie alla quale i cittadini potranno controllare il livello di saturazione delle nuove isole ecologiche smart (quelle marroni in centro per intenderci). In questo modo si potrà evitare di uscire da casa di recarsi a gettare i rifiuti in una determinato contenitore e trovarlo non attivo perchè già pieno, recandosi invece in quello più in prossimità dello stesso che invece non è ancora saturo e, quindi, attivo.

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