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La dipendenza dal gioco nelle Marche e la risposta delle istituzioni

La dipendenza / dal gioco nelle Marche e la risposta delle istituzioni

Il fenomeno del gioco nelle Marche

Una regione abitata da soli 1,5 milioni di cittadini, nella quale la spesa annuale per giochi e scommesse è pari a quasi 2 miliardi di euro! Per quanto bizzarro possa sembrare, questa è la situazione della regione Marche.

Il fenomeno del gioco d’azzardo, che comprende le scommesse sportive, il lotto e i giochi stile Casinò, è pesantemente radicato nelle città di Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro e Urbino.

Capita che pochi fortunati riescano a vincere somme molto importanti, come quando, circa un anno fa, cinque marchigiani vinsero ben quattro milioni al Superenalotto; capita, un po’ più di frequente, che dei giocatori riportino delle vincite molto più modeste (il che non toglie di certo il piacere della vincita!); ma capita troppo di frequente che alcuni giocatori cadano nella trappola della ludopatia, suscitando così la preoccupazione delle istituzioni marchigiane.

Il risultato? La risposta delle istituzioni marchigiane, ovvero, il recente piano triennale della lotta alla ludopatia, che a ricevuto in dotazione la somma di cinque milioni di euro, da investire nell’informazione sui rischi della dipendenza dal gioco e nel supporto a tutti i soggetti che decidano di rivolgersi alle competenti strutture sanitarie per riuscire a smettere!

Il gioco crea dipendenza

Un aspetto che infatti viene trascurato da chi entri nelle sale gioco dislocate oramai in praticamente tutti i comuni delle Marche e da chi inizi a frequentare i Casinò del web, che nella loro versione online sono disponibili a tutti, ovunque e sempre, è che il gioco crea dipendenza.

La legge tutela i più deboli: il gioco, anche quello online, è vietato ai minori di 18 anni e i bet point non possono essere aperti in prossimità di luoghi sensibili, come scuole, chiese e altri luoghi di aggregazione giovanile. Inoltre, una serie di controlli sono effettuati periodicamente dai bookmaker online per monitorare la frequenza e l’intensità delle giocate, in modo tale da individuare quanto prima i giocatori compulsivi.

Nonostante questo, nelle Marche il numero di giocatori dipendenti preoccupa le istituzioni e le strutture sanitarie, che hanno deciso di prendersi cura dei propri cittadini, aiutandoli ad uscire dal circolo vizioso in cui si trovano.

Se l’assessorato alla Sanità si preoccupa tanto è perché, come ogni altro fenomeno di dipendenza, anche la ludopatia è un problema sociale: non investe solo il singolo giocatore compulsivo, ma anche la sua famiglia, ingenerando, ad esempio, una serie di spese fuori controllo che minano la stabilità economia del nucleo famigliare.

La soluzione c’è e consiste nel superare il momento di vergogna iniziale, per rivolgersi alle strutture sanitarie delle Ast marchigiane preposte alla lotta alla ludopatia.

La legge regionale del 2017 e i piani triennali per la prevenzione e la cura

La regione Marche, nel 2017, ha emanato una legge che le consente oggi di “prevenire e trattare il gioco d’azzardo patologico e la dipendenza da nuove tecnologie e social network”.

Il servizio è stato avviato immediatamente e i dati sono confortanti, nella misura in cui le persone, di fronte all’opportunità di liberarsi dalla ludopatia, decidono di farsi aiutare. Nel 2021, ben 429 cittadini marchigiani si sono rivolte al sistema sanitario regionale, di cui 385 per problemi relativi al gioco d’azzardo patologico e 44 per problemi relativi alle dipendenze digitali. L’anno successivo, il 2022, 413 persone hanno chiesto aiuto, di cui 363 per ludopatie e 50 per dipendenze digitali.

La suddivisione dei fondi contro la ludopatia

I quasi cinque milioni di Euro che la regione Marche investe nel triennio 2023 – 2025 sono suddivisi in quattro macro aree: il 6% è destinato alla formazione degli addetti; il 38% alla cura e trattamento dei casi patologici; il 56% alla prevenzione, che si esplica in iniziative di informazione, educazione e sensibilizzazione, a partire dalle scuole (insegnanti e studenti) e dalle famiglie; infine, vi è un’azione di monitoraggio, la quale, curata dal CNR, beneficia dei fondi del piano Gap.

A gestire le azioni di cura e trattamento, prevenzione, monitoraggio e formazione è l’Agenzia regionale sanitaria, nella sua ramificazione del Settore territorio e integrazione sociosanitaria. Ma l’Ars non lavora da sola: si avvale, mediante specifici bandi di reclutamento, della collaborazione di cooperative, agenzie e privati, nell’ottica di creare una sinergia tra sociale, sanità, pubblico e privato accreditato.

Lo ribadiamo: il gioco d’azzardo in sé può essere puro divertimento. Come lo è per tutti coloro che frequentano i siti non AAMS sicuri anche per i giocatori italiani: portali dove poter puntare e scommettere in sicurezza, mantenendo un monitoraggio su quanto si vince e soprattutto su quanto si perde. Ciò che invece bisogna evitare è scambiare il gioco d’azzardo, che dovrebbe essere solo un diversivo e un passatempo, per un investimento o un tentativo per uscire da situazioni di ristrettezze economiche.

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