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LAVORO / Covid: «Costruire strada della prevenzione e mappatura del contagio»

Parla la Fiom: «Si facciano scelte ancora più importanti ed il pubblico supporti il lavoro in questa difficilissima battaglia»

 

ANCONA, 12 novembre 2020 – Ormai è chiaro che siamo di fronte alla recrudescenza del virus ed esperienze che speravamo di non dover rivivere stanno tornando prepotentemente ad essere quotidianità. Il virus dilaga nella società e, di conseguenza, è presente anche nelle fabbriche: ben vengano quindi, tutte le discussioni fatte per garantire la sicurezza delle persone ed il contenimento del Covid. Riconosciamo grande senso di responsabilità da una parte di aziende, nel confrontarsi e nel farsi carico della gestione della pandemia, riconosciamo anche il valore delle azioni da noi intraprese per chiedere sforzi ulteriori, sempre ed esclusivamente nell’interesse della collettività che proviamo a rappresentare, chiamate fabbriche, sedio lavoratrici e lavoratori.

Riteniamo comunque che adesso si entri in una fase diversa, dove i protocolli condivisi restano un punto fermo da cui partire e pratiche imprescindibili per poter lavorare, ma che necessitano di ulteriori implementazioni, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei casi di positività, di quarantene derivanti dai contatti tra persone, e di prevenzione.

La zona dell’entroterra della provincia di Ancona, ed in particolar modo il territorio Fabrianese, risulta in questa fase tra le più colpite, con i dati dell’andamento dei contagi tra i peggiori che vengono registrati e la cosa sicuramente riguarda tutti: nei posti di lavoro si verificano situazioni diversificate e solo le aziende finanziariamente più forti monitorizzano la totalità dei loro dipendenti mentre lo stessa possibilità non viene garantita a tutto il resto della popolazione lavorativa del territorio, ma si interviene solo su specifici casi.

L’aspetto produttivo non può e non deve essere sganciato da quello sociale e questo è innegabile, spesso tutti insieme siamo chiamati a sostituirci al pubblico per l’individuazione e l’isolamento di ipotetici casi e per la tracciabilità dei contatti migliorando, con il confronto ed a volte anche lo scontro, le procedure che venivano indicate, ma adesso potrebbe non bastare più.

La FIOM valuta indispensabile che le aziende del territorio, tra cui i colossi industriali tra i maggiori a livello mondiale, individuino i percorsi più adeguati di screening e tracciatura dei propri dipendenti per garantire la salvaguardia delle stesse aziende, nel momento di massima risalita della curva dei contagi, mettendo così le persone in condizioni di maggiore sicurezza e tranquillità, valutando gli strumenti migliori che sono a disposizione nello specifico momento, sempre e comunque nel rispetto della privacy delle persone.

La FIOM di Ancona chiede con forza l’intervento del Pubblico a supporto di questo progetto e di tutte le parti che si metteranno a disposizione ed è in questo diventa decisivo il ruolo delle Istituzioni a cui è delegata la gestione della sanità, attraverso convenzioni e/o sovvenzioni nei confronti delle imprese che chiamiamo a svolgere un ruolo di utilità pubblica e sociale, e che quindi vanno incentivate a farlo.

Dobbiamo tutti insieme farci carico di gestire questa difficilissima ed imprevedibile situazione: le lavoratrici ed i lavoratori fino ad oggi hanno dato massima disponibilità ed hanno fatto la loro parte, anche durante la fase più drammatica dell’emergenza sanitaria dove abbiamo scoperto essere definite/i essenziali

Adesso chiediamo alle Istituzioni ed alle aziende un impegno straordinario all’altezza di quello che il lavoro rappresenta nel e per il Paese, che metta al centro la sicurezza e la tranquillità delle persone che lavorano e delle loro famiglie, in nome di un interesse collettivo che tutti insieme siamo chiamati a rappresentare dentro l’emergenza.

Segreteria FIOM Ancona

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