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Lettere & Opinioni

MOIE /Anpi, Giorno della Memoria: «Scelta inopportuna dell’Amministrazione comunale»

Anpi Moie

«Parlare di gulag in questa giornata oscura tutto quello che è stata la Shoah»

MOIE, 27 gennaio 2022 – L’Associazione partigiani italiani – Anpi – sezione di Moie, in coerenza con il significato profondo della Giornata della Memoria e nel rispetto delle vittime del genocidio della Shoah ritiene inopportuna e inappropriata la scelta dell’Amministrazione comunale di accostare in questa specifica giornata i lager con i gulag.

Due grandi crimini delle dittature che non vanno mai dimenticati, ma non confusi ed eguagliati in questa ricorrenza internazionale contro il genocidio programmato di un popolo di religione o etnia diversa.

La storia va raccontata tutta senza nessuna preclusione, ma gli eventi vanno contestualizzati con chiarezza per non alimentare l’ignoranza negazionista e soprattutto per non ripetere gli errori del passato.

Respingiamo pertanto l’accostamento dei lager ai gulag in quanto sviliscono il ricordo delle vittime della Shoah, non confondiamo i nostri giovani! Apriamo gli orizzonti della loro conoscenza alle verità storiche.

A illuminarci sono le parole di Primo Levi, #Lager e #Gulag, il quale, nell’appendice dell’edizione di Se questo è un uomo del 1976, risponde alle domande che di solito gli venivano rivolte dagli studenti durante gli incontri promossi per ricordare la tragicità dello sterminio e della Shoah. Rispondendo a una di queste domande, lo scrittore propone un dettagliato confronto tra i lager nazisti e i gulag sovietici, sottolineando le innegabili differenze tra i due sistemi, differenze che oggi vengono negate da molti con lo scopo di equiparare la crudeltà del nazismo a quella del comunismo sovietico, promuovendo una sorta di cancellazione “storica” delle diversità e delle peculiarità.

Primo Levi che, come tutti sappiamo, ha vissuto sulla sua pelle l’orribile esperienza della prigionia nei campi di concentramento, ha sempre dichiarato che i lager nazisti sono stati l’apice, il coronamento del fascismo in Europa, la sua manifestazione più mostruosa.

Affrontando il paragone con i lager russi, Levi scrive: “I lager tedeschi costituiscono qualcosa di unico nella pur sanguinosa storia dell’umanità: all’antico scopo di eliminare o di terrificare gli avversari politici, affiancavano uno scopo moderno e mostruoso, quello di cancellare dal mondo interi popoli e cultureIl gulag fu prima di Auschwitz è vero; ma non si può dimenticare che gli scopi dei due inferni non erano gli stessi. Il primo era un massacro fra uguali; non si basava su un primato razziale, non divideva l’umanità in superuomini e sottouomini: il secondo si fondava su un’ideologia impregnata di razzismo. Se avesse prevalso, ci troveremmo oggi in un mondo spaccato in due, “noi” i signori da una parte, tutti gli altri al loro servizio o sterminati perché razzialmente inferiori. Particolari esemplari di questo disprezzo sono il tatuaggio e l’uso nelle camere a gas del veleno originariamente prodotto per disinfettare le stive invase dai topi“. E ancora: “L’empio sfruttamento dei cadaveri, e delle loro ceneri, resta appannaggio unico della Germania hitleriana, e a tutt’oggi, a dispetto di chi vuole sfumarne i contorni, ne costituisce l’emblema”.

È bene sottolineare che Primo Levi non vuole assolutamente negare la crudeltà dei gulag sovietici, che egli stesso descrive come degli “inferni”, tuttavia egli non può, proprio per fedeltà alla verità storica, considerare i due sistemi uguali o simili.

Proprio in relazione all’opera di Solzenicyn, Arcipelago Gulag del 1973, egli scrisse: “Neppure dalle pagine di Solzenicyn, frementi di ben giustificato furore, trapela niente di simile a Treblinka ed a Chelmno, che non fornivano lavoro, che non erano campi di concentramento, ma “buchi neri” destinati a uomini, donne e bambini colpevoli solo di essere ebrei, in cui si scendeva dai treni solo per entrare nelle camere a gas e da cui nessuno è uscito vivo.

E ancora: “Le crudeltà dei lager nazisti non erano una imitazione “asiatica” o russa, come taluni storici sostenevano, erano europee in quanto il gas veniva prodotto da illustri fabbriche tedesche; e a fabbriche tedesche andavano i capelli delle donne massacrate; e alle banche tedesche l’oro dei denti estratti dai cadaveri. Tutto questo è specificamente tedesco, e nessun tedesco lo dovrebbe dimenticare; né dovrebbe dimenticare che nella Germania nazista, e solo in quella, sono stati condotti ad una morte atroce anche i bambini e i moribondi, in nome di un radicalismo astratto e feroce che non ha uguali nei tempi moderni. Se la Germania d’oggi tiene il posto che le spetta fra le nazioni europee, non può e non deve sbiancare il suo passato”.

Fatta chiarezza storica, il Comitato direttivo di Anpi Media Vallesina sezione di Moie ribadisce che la scelta della nostra Amministrazione comunale di parlare di gulag in questa giornata, oscura la Memoria della Shoah, la memoria di milioni di uomini, donne, bambini di origine ebraica, zingari, omosessuali, persone disabili che avevano la sola colpa di essere “diversi” e le deportazioni che hanno visto complice il regime fascista in Italia con le leggi razziali del 1938.

Le radici storiche della nostra associazione ci impongono unaferma e dura condanna per ogni tipo di totalitarismo di qualsiasi colore politico che rappresenta la negazione delle libertà. Pertanto l’Anpi è sempre aperta ad ascoltare e raccogliere le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona le ingiustizie di regimi dittatoriali per coltivare la Memoria e difendere sempre la Libertà e la Democrazia.

Anpi Media Vallesina sezione di Moie

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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