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Alta Vallesina

ANCONA / Tornano i Negrita: la rock band questa sera alle Muse

20 anni di “Reset”, un live alle “Muse” e la voglia di continuare a suonare

 

ANCONA, 27 gennaio 2020 – I Negrita tornano nelle Marche per festeggiare i primi 20 anni di “Reset”. Album storico che regalava al tramonto del nuovo millennio canzoni come “Mama Maé”, “In Ogni Atomo” ed “Hollywood”. Questa sera sulle assi del teatro delle Muse di Ancona (ore 21) uno show molto particolare, dove sarà “indossata” la veste della reinterpretazione acustica dei successi più conosciuti, insieme a qualche piccola perla nascosta, con “Reset” in primo piano.

Nato e cresciuto ad Arezzo, “Reset” fu anche il risultato delle esperienze vissute lontano da casa, un album che frugava fra i particolari del loro intimo universo, ma che allo stesso tempo era sensibile ai suoni e alle inquietudini di un pianeta che si preparava ad affrontare un nuovo millennio. La cosa che ancora stupisce di più del disco, a vent’anni dall’uscita, è proprio la freschezza compositiva e l’assoluto senso di libertà che si respira dalla prima all’ultima traccia.

Una storia ed un viaggio che non vuole smettere di far sognare i fan, come ha raccontato il cantante Paolo “Pau” Bruni.

Un tour nei teatri che sembra non finire mai, ora aggiungete anche i primi venti anni di “Reset”: con che spirito affronterete queste nuove date?

È ormai diverso tempo che siamo in tour nei teatri e con l’avvicinarsi dei 20 anni di “Reset” ci è sembrato giusto inserire nel tour “La Teatrale” anche il tributo a questo disco. Stavamo festeggiando i 25 anni di carriera, perché non aggiungere anche questa parte della nostra storia? È il tour della consacrazione storica: non siamo più fuoriserie, ma macchine d’epoca (ride), però ancora molto eleganti!

In tanti anni avete cambiato pelle, ma mai la bussola musicale conquistando fan tra le nuove generazioni: come si fa rimanere in equilibrio ed andare verso il futuro?

Credo sia un mix di cultura, istinto e sopravvivenza. Abbiamo sempre fatto un passo per volta e la nostra trasformazione è stata vissuta così come è arrivato il ricambio generazionale. Non è stato un trauma ma un modo per andare avanti senza rimanere statici. Cambiare pelle probabilmente è stato il nostro segreto e non rimanere ancorati ad un solo genere ci ha regalato questa longevità.

Evoluzione come elisir di lunga vita?

Per noi è stato così, perché piuttosto che rimanere arroccati sempre sulle stesse “posizioni” è meglio percorrere una strada sconosciuta e mettersi alla prova come artisti.

Con le Marche avete sempre avuto un bel rapporto: tanti concerti e tanti fan. Contenti di ritornare?

Sì, siamo originari di Arezzo e sentiamo la vicinanza con la vostra regione. Poi sono anche un camperista e mi piace vivere tragitti turistici poco convenzionali e con le Marche riesco a trovare quello che cerco, buon vino e cibo compresi.

Coincidenza vuole che a pochi giorni dal vostro passaggio dorico debutterà il nuovo film di Aldo Giovanni e Giacomo. Dopo le collaborazioni passate ci dobbiamo aspettare qualche sorpresa?

Ho incontrato Aldo Baglio non troppo tempo fa a Milano e prima ancora ci era venuto a trovare durante un nostro concerto a Noto, in Sicilia. È stato bello ritrovarci dopo tanto tempo per un’amicizia nata collaborando ai loro film, ma per il loro nuovo film non c’è stata una nostra partecipazione.

Ormai siamo vicini ai 30 anni di formazione della band, ve lo sareste mai immaginato?

Per me e Cesare Petricich (chitarra ritmica) è ancora più lunga la strada, suoniamo insieme dal 1985 e mai ce lo saremmo immaginato. Siamo però sempre stati dei portatori sani di pensieri positivi: come non immaginavamo di durare così a lungo non immaginavamo di fermarci dopo pochi anni. Abbiamo vissuto il futuro e siamo ancora qua. Magari ha portato fortuna aver scelto il nome della band prendono ispirazione dagli immortali Rolling Stones.

Dopo al fine del tour ci sarà una pausa oppure inizierete da subito a scrivere del nuovo materiale?

Sicuramente una pausa per ricaricare tutte le energie che abbiamo e che spenderemo in tour. Vogliamo capire cosa fare “da grandi”.

(s.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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