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CASTELBELLINO Free Patrick Zaki, il Municipio si illumina di giallo

Appello di Amnesty International per il giovane studente da un anno in carcere in Egitto dove il regime al potere non garantisce il rispetto dei diritti umani e una giustizia equa

CASTELBELLINO, 7 febbraio 2021 – Il Comune di Castelbellino aderisce all’appello promosso da Amnesty International Libertà per Patrick Zaki , in occasione dell’anniversario della sua incarcerazione in Egitto, illuminando di giallo il Palazzo Comunale oggi e domani, 7 e 8 febbraio.

Patrick George Zaki è un attivista e ricercatore egiziano, un giovane studente dell’Università di Bologna, impegnato in un dottorato in studi di genere. Da un anno è in carcere in Egitto, dove si trovava in vacanza in compagnia dei suoi cari, in detenzione preventiva con l’accusa di propaganda sovversiva.

Amnesty International ritiene che Patrick Zaki sia un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per il suo attivismo politico e per le opinioni espresse sui social media, in un Paese che non garantisce il rispetto dei diritti umani e una giustizia equa. In questo anno si sono susseguiti continui ed estenuanti rinvii e rinnovi della custodia cautelare, l’ultimo la scorsa settimana, per ulteriori 45 giorni.


Patrick Zaki rischia fino a 25 anni di carcere per dieci post di un account Facebook, che la sua difesa considera falso, ma che ha consentito alla magistratura egiziana di formulare pesanti accuse di “incitamento alla protesta” e “istigazione a crimini terroristici”. Il tutto senza che gli vengano sostanzialmente permessi contatti e comunicazioni con la famiglia, estremamente preoccupata per le sue condizioni di salute.

Il Comune di Castelbellino aderisce simbolicamente a questa campagna, così come a quella per chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni, per sensibilizzare e mobilitare Istituzioni e cittadinanza sul tema del rispetto dei diritti umani, per tutte e tutti.

Perché sia conferita a Patrik Zaki la cittadinanza italiana e si possa fare quanto necessario per riportarlo a casa, e perché si interrompano i rapporti istituzionali e commerciali con il regime di Al-Sisi in Egitto, che viola sistematicamente i diritti umani. Perché tutti i giovani che operano e si battono per i diritti e per società eque e giuste, in Italia e nel mondo, non debbano mettere a rischio la propria libertà, la propria dignità e la propria vita.
Lavorare perché questo non accada è una responsabilità di tutte e tutti noi.

#FreePatrickZaki

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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