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Europa meridionale in fiamme tra caldo estremo e incendi aumenta l’ecoansia

Incendi in Italia, ma anche in Grecia, Spagna, Portogallo e Croazia. L’ondata di caldo che ha attraversato il Mediterraneo ha mandato in fiamme l’Europa meridionale, a causa di temperature elevatissime e siccità.

Europa meridionale in fiamme: tra caldo estremo e incendi aumenta l’ecoansia

Incendi in Italia, ma anche in Grecia, Spagna, Portogallo e Croazia. L’ondata di caldo che ha attraversato il Mediterraneo ha mandato in fiamme l’Europa meridionale, a causa di temperature elevatissime e siccità. In Italia, la Sicilia è stata la regione più colpita, con roghi nelle provincie di Palermo, Catania e Messina. Anche in Calabria e in Puglia gli incendi hanno creato difficoltà nella viabilità e causato l’evacuazione di residenti e visitatori.

Non siamo stati i soli a dover fare i conti con le fiamme. In Grecia migliaia di persone hanno dovuto lasciare abitazioni e hotel, mettendosi in salvo dai roghi che hanno gravemente danneggiato le principali località, tra cui Rodi e Corfù. A Gran Canaria, in Spagna, un incendio ha provocato l’evacuazione di centinaia di residenti e in Portogallo è accaduto lo stesso nelle città di Porto e Cascais. Anche in Croazia, dopo un incendio divampato a Dubrovnik, il territorio è sotto osservazione da parte delle autorità, a causa di forti venti e temperature elevate.

Europa meridionale in fiamme: tra caldo estremo e incendi aumenta l’ecoansia

I danni al paesaggio urbano e naturale sono considerevoli, così come le conseguenze ambientali ed economiche. Diversi voli sono stati cancellati e molti turisti sono stati evacuati per ragioni di sicurezza. Questi scenari sono sempre più frequenti. Ondate di caldo estreme, incendi, ma anche forti temporali e allagamenti. Il cambiamento climatico non è più solo un dibattito, ma una situazione allarmante che genera preoccupazioni per il futuro. 

I cambiamenti climatici e l’ecoansia

Questi fenomeni estremi sono provocati dal surriscaldamento globale. Gli esseri umani cominciano a fare i conti con le conseguenze delle loro azioni e manca poco prima che la situazione diventi irreversibile. L’impossibilità del singolo di poter controllare gli eventi provoca un’angoscia che gli esperti chiamano ecoansia. Questa rientra nel più generale disturbo d’ansia, una condizione da non sottovalutare su cui puoi trovare tutte le informazioni cliccando qui

Oltre che da incendi e temporali, l’ecoansia è generata dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento che mettono a rischio le coltivazioni, la salubrità dell’aria e l’approvvigionamento idrico. Venendo meno le risorse per la vita, alcune persone sperimentano un’angoscia che ha caratteristiche diverse dall’ansia vera e propria. Se quest’ultima nasce da preoccupazioni infondate e frutto di schemi di pensiero, l’ecoansia nasce da una minaccia vera e propria, trovando motivazione nella sopravvivenza in un pianeta a rischio.

Gli esperti parlano di sintomi ricorrenti come rabbia e paura esistenziale, nonchè di ossessioni sull’uso delle risorse e sulla produzione dei rifiuti. Il panico può inoltre portare a sintomi come disturbi del sonno, dell’appetito e a difficoltà relazionali. In generale, la preoccupazione diventa così eccessiva da influenzare la qualità della vita.

Come affrontare l’ecoansia

L’ecoansia può colpire tutti, ma le persone più a rischio sono quelle che affrontano direttamente le conseguenze del cambiamento climatico. Tra queste ci sono le comunità che vivono lungo le coste, i coltivatori, i pescatori, gli allevatori e le popolazioni che vivono di turismo. Per affrontare questo disturbo è necessario diventare consapevoli delle proprie possibilità di ridurre l’impatto ambientale, dare il proprio contributo e trovare un equilibrio che non permetta alla paura di prendere il sopravvento. Sebbene l’azione del singolo appaia irrilevante a livello globale, può aiutare a stare meglio e a connettersi con gruppi di persone che condividono lo stesso pensiero. Il sostegno reciproco e l’azione collettiva sono un valido aiuto per il benessere, ma chi è angosciato dall’ambiente a volte può strafare, esaurendosi sul piano psicofisico. Sempre più terapeuti concordano sulla necessità di non sottovalutare questo disturbo e consigliano di rivolgersi ad un esperto per valutare la propria condizione. La psicoterapia aiuta ad affrontare l’ecoansia, a ritrovare la serenità e a gestire l’emotività pur rimanendo attivi e connessi con l’ambiente. Solo se l’uomo ritrova l’equilibrio con se stesso e con la Natura, può fare qualcosa per salvare il pianeta.

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