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JESI / BIODIGESTORE, OPPOSIZIONI FURIBONDE: «RINVIARE A SETTEMBRE LA DISCUSSIONE»

consiglio comunale jesi

Dopo lo slittamento del Consiglio comunale a sabato 3 agosto sull’atto di indirizzo che doveva essere in aula oggi, sotto accusa la gestione privata

JESI, 31 luglio 2019L’atto di indirizzo, la predisposizione tecnica dell’impianto biodigestore, è arrivata ai consiglieri comunali che ne discuteranno sabato 3 agosto (leggi l’articolo). Il voto doveva tenersi questa mattina ma è stato posticipato e il Consiglio comunale riconvocato d’urgenza. Ma i banchi dell’opposizione saranno sguarniti.

Il Pd e Jesi in Comune nei banchi dell’opposizione

Convinto della necessità dell’impianto è il Partito Democratico che si dice «aperto anche all’ipotesi che potesse essere ospitato nella nostra città, a patto che la sua ubicazione fosse condivisa dai cittadini e che l’impianto fosse ubicato in una zona industriale – si legge in una nota -. In ragione di ciò, il Pd ha seguito il dibattito che si è sviluppato in città. Attualmente sembravano essere al vaglio diverse ipotesi di area di insediamento e ci saremmo attesi che il Comune di Jesi, con l’atto di indirizzo proposto, al vaglio del Consiglio comunale, ne avesse indicata una.  In effetti era questa e questa soltanto l’urgenza espressa dall’Ata, ovvero sapere se e dove l’Amministrazione di Jesi avesse acconsentito a ubicare l’impianto. Nulla di tutto ciò».

Il Pd evidenzia che l’atto di indirizzo contiene indicazioni tecniche complesse «mai discusse con la città e tanto meno con i consiglieri comunali. La nostra città si è prestata a un dibattito che aveva a oggetto un contraddittorio circa l’ubicazione dell’impianto e le sue caratteristiche tecniche. L’Amministrazione  propone invece un atto di indirizzo il cui contenuto qualificante è relativo al suo modello di gestione e alle operazioni societarie utili ad assegnare al privato il 51% della realizzazione e della gestione dell’impianto. Questioni di assoluta rilevanza, mai condivise né con la città, né con il Consiglio comunale».

Il Pd ribadisce la necessità dell’impianto e conferma una sua disponibilità a valutarne l’insediamento nell’area ex Sadam: «Allo stato dell’arte però il Pd non può che porsi criticamente rispetto all’atto di indirizzo proposto, che non definisce le urgenze richieste dall’Ata. A queste condizioni chiediamo con forza di rinviare a settembre la decisione al fine di arrivare possibilmente ad una decisione condivisa».

Claudia Lancioni

Critica la posizione quella di Claudia Lancioni del Movimento 5 Stelle: «È una presa in giro. Da una prima occhiata all’atto di indirizzo appare chiara una impostazione: a fronte di generiche e scontate garanzie ambientali, i civici aderenti alla compagine del commercialista jesino che si trova a fare il Sindaco della città, hanno voluto ben chiarire il percorso che porterà dritti dritti alla privatizzazione del servizio, con la previsione di una società al 51% posseduta da un socio privato. Con buona pace dei “soloni” che in queste settimane si stracciavano le vesti per garantire che gli impianti possono funzionare bene, basta che siano gestiti e controllati totalmente dal pubblico. Premesso che questa tesi è tutta da dimostrare, visto che ci sono impianti pubblici di analoga tecnologia che hanno dato problemi di diverso tipo in giro per l’Italia, possiamo dire definitivamente che così non sarà nella previsione dei maggiorenti jesini».

«Il digestore si configura sempre più come un business, come avevamo sempre detto. Continua la svendita della città e dei servizi, continua la privatizzazione, continuano gli affari ed i saldi a Jesi per i privati. Una domanda sorge spontanea, siccome non è minimamente credibile che questa soluzione della privatizzazione sia stata partorita tra il 26 ed il 30 luglio  (in 4 giorni), come mai né il Sindaco né tantomeno l’assessore ne hanno mai  parlato (e, anzi, hanno parlato sempre di soluzioni “pubbliche”)? Forse perché sapevano che una gestione del rifiuto affidata al privato sarebbe stata mal digerita dalla città?».

Marco Giampaoletti, Insieme Civico

Arrabbiato Marco Giampaoletti di Insieme Civico: «Non potrò essere presente al Consiglio e ne sono dispiaciuto: è una presa in giro. Come per lo Statuto (leggi l’articolo) stiamo subendo una presa di posizione del presidente dell’assise cittadina, Daniele Massaccesi».

Critica anche Jesi in Comune: «Ancora una volta una gestione del Consiglio comunale come fosse “cosa privata” del suo presidente o della sua maggioranza. Non essendo stata in grado la maggioranza di trovare una quadra politica interna sull’atto di indirizzo sul biodigestore, non è riuscita a partorire tale atto nei tempi previsti. Quello che sta succedendo nel Consiglio comunale di Jesi è molto grave dal punto di vista democratico ed evidenzia una volta di più i limiti di una gestione politica confusa ed approssimativa che caratterizza questa amministrazione. Ciò si collega al merito della vicenda, perché nell’atto che la maggioranza si appresta ad approvare spuntano diverse novità mai discusse prima».

«Solo per accennare alle più evidenti, viene rimessa in discussione la localizzazione, che smentendo studi e scelte precedenti potrà essere anche in una zona di Jesi diversa dalla Coppetella, e si afferma che la gestione dev’essere affidata ad un privato-privato che avrà il 51% delle quote società che verrà costituita ad hoc. Magari questo è uno dei motivi per cui queste cose emergono nel mese di agosto e vanno discusse di tutta fretta. Ecco perché, anche per decenza, torniamo a proporre il rinvio a settembre di una discussione così importante e complessa. In questo modo tutti avremo modo di approfondire i molti elementi nuovi che emergono dall’atto di indirizzo, mai approfonditi né in sede consiliare né con la città».

Silvia Gregori, Forza Italia

Non condivide il metodo la consigliera di Forza Italia Silvia Gregori: «Sarò presente al Consiglio. Sono convinta che serva una lettura più approfondita ma non credo vada bene fare un teatrino politico sulla questione. Sarà privato sì, ma credo che non vada perso di vista l’obiettivo che è il trattamento dei rifiuti. Ora si gioca a carte scoperte, certo è che l’impianto va vigilato e controllato in ogni sua fase».

(e.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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