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Cronaca

JESI / Fuori onda ingiurioso: la bestemmia durante il Consiglio comunale (video)

Il consigliere Sandro Angeletti non si rende conto di avere il microfono acceso: «Ho sbagliato, chiedo scusa», un altro caso dopo la collega nostalgica di Salò

JESI, 31 luglio 2021 – La bestemmia durante il Consiglio comunale: è successo a un consigliere di maggioranza che, evidentemente, non si è reso conto di avere il microfono acceso.

Osvaldo Pirani, del Pd, ha invitato a un comportamento più decoroso

L’assise cittadina di giovedì 29 luglio era iniziata al mattino ed è stata anche l’occasione per affrontare il caso della consigliera Chiara Cercaci, caso finito alla ribalta nazionale con la richiesta di dimissioni venuta da più parti, consigliera che aveva sventolato, il giorno prima, nella diretta della Commissione tre, il simbolo del tricolore con l’aquila nera della Repubblica di Salò.

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Nella stessa occasione del Consiglio, erano circa le 20, il consigliere Sandro Angeletti della civica di maggioranza Jesinsieme ha imprecato a microfono aperto. E il cosiddetto ciappolo si è sentito bene.

Tra lo stupore e qualche sorrisetto di circostanza, c’è chi si è affrettato a ricordare che occorrerebbe allora spegnere i microfoni mentre il consigliere del Partito democratico, Osvaldo Pirani, ha invitato ad avere un comportamento più decoroso, visto il contesto.

Un Consiglio comunale davvero poco convenzionale: la modalità da remoto in cui si collega il consesso cittadino non è agevole e si protrae da tempo, per via della pandemia. Di certo il web è pieno di fuori onda più o meno divertenti, ma occorre fare attenzione altrimenti si rischia di tornare sulla bocca di tutti.

«Chiedo scusa, mi dispiace. Non ho spento il microfono, ho sbagliato. Punto e basta….». Le laconiche parole di Sandro Angeletti che, comprensibilmente, non ha molta voglia di parlarne.

 Jesi in Comune è intervenendo sull’accaduto ha voluto sottolineare che «durante le sedute ufficiali, tra telecamere spente, consiglieri che si sventolano con effige fasciste, altri che tentano di insabbiare il grave gesto, si vede di tutto tranne il rispetto per le istituzioni democratiche».

«Anche agli studenti in didattica a distanza – prosegue la nota – viene chiesto di tenere le telecamere accese, è una forma di rispetto, soprattutto se si discutono questioni che interessano l’intera città. Il Presidente del Consiglio comunale, che ieri si è dissociato dall’ormai tristemente noto gesto della consigliera Cercaci in modo serio e credibile, in più di un’occasione, in passato, ha richiamato i consiglieri tutti a tenere un comportamento decoroso e a essere presenti in video il più possibile, perlomeno nei momenti del voto e dell’appello (il minimo sindacale). Pare proprio che i suoi legittimi richiami siano rimasti perlopiù inascoltati: l’atteggiamento di chi da sempre per la totalità (o quasi) della durata del Consiglio non accende mai la telecamera pur risultando connesso, non ci pare corretto e rispettoso verso la città».

«Sorvoliamo sul turpiloquio di Angeletti: mesi fa durante un Consiglio comunale aveva mandato a quel paese un nostro consigliere, sempre a microfono inavvertitamente aperto. Evidentemente non ha capito che, visto il ruolo che ricopre, deve tenere un comportamento più accettabile». 

Eleonora Dottori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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