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Cronaca

JESI Nuovo Ponte San Carlo: cantiere tra un anno e mezzo, poi i lavori

L’ingegner Luigino Dezi ha spiegato il progetto in Commissione: lungo il periodo nel quale l’importante arteria sarà chiusa per gli interventi

JESI, 10 febbraio 2021 – La demolizione e la ricostruzione del Ponte San Carlo richiederà un anno e mezzo, altrettanto si dovrà aspettare per l’avvio del cantiere: allo stato attuale, non sono ancora stati affidati i lavori.

Durante gli interventi di demolizione e ricostruzione la viabilità nell’arteria, molto frequentata, e attualmente interdetta al traffico dei mezzi pesanti, compresi quelli di soccorso e del trasporto scolastico, sarà interrotta.

Ospite ieri sera alla riunione della Commissione 3, l’ingergnere Luigino Dezi che ha curato il progetto strutturale del nuovo ponte con la la società Seitec di cui è presidente.

«Dobbiamo prevedere un anno e mezzo di lavori: 15 mesi dovrebbero essere un periodo congruo. Certo significa interrompere un’arteria molto utilizzata» ha detto il professore ordinario di Teoria e Progetto dei Ponti dell’Università Politecnica delle Marche.

L’opera sarà finanziata con fondi della Regione Marche per la maggior parte, della Provincia di Ancona e sostenuti per la parte dei sottoservizi da Viva Servizi e dal Comune di Jesi per un totale di circa 6milioni di euro.

A proposito di tempi, il cantiere non avrà inizio prima di un anno, un anno e mezzo: «Speriamo di poter sfruttare i periodi di magra del fiume per rendere gli interventi più agevoli – ha detto l’assessore ai lavori pubblici Roberto Renzi -. E speriamo di non avere sorprese in fase di appalto».

Altro aspetto centrale, la viabilità cittadina durante i lavori: «Ai residenti di Minonna abbiamo spiegato che ci saranno disagi importanti – ha detto Renzi, rispondendo al consigliere Lorenzo Fiordelmondo -.

Valuteremo alternative per raggiungere la città. Per quel che riguarda invece il cavalcavia della superstrada a Jesi Est i lavori si concluderanno tra marzo e aprile» non andranno quindi a influire ulteriormente sul traffico urbano e non si sovrapporranno all’intervento sul San Carlo.

«Il nuovo ponte avrà uno spazio ciclopedonale per lato di 1,75 metri per senso di marcia, protetto da barriere. Sarà aumentata la sede stradale e realizzata una copertura con un cassone in acciaio Cor-Ten che è più duraturo di altri materiali – ha spiegato Dezi -, con una scaletta in calcestruzzo. Sugli sbalzi laterali saranno sistemati i sottoservizi e la fognatura sarà ridotta».

Una struttura più snella dunque: «Saranno ridotte le dimensioni dei piloni alla base e installati degli isolatori sismici». In termini economici è cospicuo l’intervento sui sottoservizi, che dovranno essere spostati e poi ripristinati, che ammonta a 1 milione e mezzo di euro: le linee saranno temporaneamente deviate e poi riportate sul ponte.

Il San Carlo, lungo 187 metri e diviso in 18 campate con diverse tubature sottostanti, è stato costruito intorno agli anni Sessanta e attualmente registra problemi relativi allo stato di degrado, basti pensare che le armature sono ormai quasi completamente scoperte, alla vunlnerabilità sismica e idraulica, nonché alla presenza di numerosi sottoservizi.

Dal 2018 il traffico è stato canalizzato e interdetto ai mezzi pesanti, provvedimenti che lo rendono «in sicurezza – ha aggiunto -. Sarà opportuno un sopralluogo per verificare che lo stato di degrado non abbia raggiunto livelli tali da comportarne la chiusura ma non credo perché il traffico limitato sollecita il ponte in modo modesto». La tipologia è simile a quella del nuovo Ponte Morandi di Genova, comune oggi a molte strutture del genere.

Eleonora Dottori

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