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SASSOFERRATO IL “CHI È” SENTINATE “INCONTRA” CAIO BALDASSARRE OLIMPO DEGLI ALESSANDRI

Ancora il confronto con i personaggi che hanno dato lustro a Sassoferrato

 

Palazzo Oliva, Sassoferrato

Sassoferrato, 1 novembre 2019 – Domani, sabato 2 Novembre alle ore 17, presso Palazzo Oliva, si terrà la terza conversazione del ciclo “Chi è?” Sentinate, promosso dall’Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”.

Interverrà la Dott.ssa Francesca Carnazzi che illustrerà aspetti dell’opera e momenti della biografia del poeta popolare sentinate Caio Baldassarre Olimpo degli Alessandri (1486/1540).

“l’inquieto frate del Sentino”, così lo definisce Franco Scataglini, appartenne all’Ordine dei minori conventuali, in cui entrò ancora giovane e non in seguito a una conversione avvenuta più tardi, come qualcuno erroneamente scrive.

Nel frontespizio dei Sermoni è detto “baccelliere acutissimo” e un suo contemporaneo afferma che fu lettore di Aristotele. Egli stesso ci fa sapere che studiò nove anni e compose versi d’amore, l’Ardelia, per ricreare la mente affaticata dagli studi filosofici è certo che passò quasi ininterrottamente di città in città a predicare, ma pochissimo è noto della sua vita.

Fino al 1523 risiedette probabilmente a Sassoferrato e svolse la sua attività in prevalenza nella regione umbro-marchigiana. Alla predicazione di questi anni e, più genericamente, alla sua condizione di religioso, sono dovuti i “Sermoni” e i “Prohemii”, i primi nel 1519 (per Cosimo da Verona), i secondi nel 1522 (per Baldassare di Francesco Cartolari). Contemporaneamente, e anzi già prima di queste due opere, cominciarono a diffondersi i libretti di rime amorose, che talora egli stesso cantava accompagnandosi col liuto, o componeva ad istanza di amici, e che costituiscono la parte predominante e più significativa della sua produzione letteraria.

Predicò ai contadini e fu poeta popolare per eccellenza, iscrivendo la sua poesia all’interno dell’universo contadino delle campagne e dell’universo proletario e piccolo-borghese delle cittadine marchigiane. A questo autore ha dedicato un pregevole studio importante Clito Bruschi: “Il liuto e l’anima”. Percorsi antologici attraverso le opere di Olimpo da Sassoferrato (Istituto internazionale di Studi Piceni, 2009), che aveva anche curato e tradotto, con suoi saggi introduttivi, alcune delle opere più importanti di Olimpo: Linguaccio, Nuova Phenice e Gloria (Centro Culturale “Baldassarre Olimpo”, 1996).

(redazione)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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