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Cronaca

JESI / “Stesso lavoro, stesso contratto”: lavoratori sanità privata protestano

Hanno manifestato questa mattina davanti al centro ambulatoriale di viale Don Minzoni: «La Regione Marche dov’è?»

JESI, 27 luglio 2021Lavoratori e lavoratrici dei centri ambulatoriali del Santo Stefano, oggi Kos Care, della provincia di Ancona, hanno protestato questa mattina davanti al centro ambulatoriale di viale don Minzoni.

Prosegue così, nella regione, la mobilitazione del gruppo, avviata nei giorni scorsi e promossa da Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl, con i presidi davanti a Villa Adria, Potenza Picena e ad Ascoli Piceno. La mobilitazione riguarda il riconoscimento del contratto della sanità privata a tutta la rete riabilitativa regionale: stesse mansioni, stessa formazione e medesimi studi, ma una mole di ore superiore e uno stipendio inferiore rispetto ai colleghi delle case di cura private e quelle della sanità pubblica. A Jesi, questa mattina, sono arrivati lavoratori anche dai centri di altre città, come Filottrano e Fabriano: «Il contratto nazionale Aris Rsa Ecdr risale al 2012: da allora non è stato più rinnovato – spiega Alberto Beltrani della Fpl Uil – Complessivamente i lavoratori Kos Care sono circa 2000 in tutta la regione».

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«Il contratto nazionale di sanità privata è stato rinnovato ad ottobre 2020 con una differenza per questi lavoratori di 400 euro lordi per un fisioterapista che lavora 38 ore settimanali anziché 36, non hanno scatti di livello automatici» aggiunge Giorgio Paterna, Fp Cgil. «Persone che hanno la medesima formazione e svolgono lo stesso lavoro ma hanno un trattamento contrattuale diverso» aggiunge Raffaele Miscio, Fp Cisl.

«Chiediamo l’applicazione del contratto della sanità privata – chiariscono i lavoratori – In Italia solo 8 Regioni non hanno equiparato il contratto, tra queste le Marche: per questo motivo chiediamo l’intervento delle istituzioni regionali». Il 20 luglio scorso le sigle sindacali nazionali hanno scritto al Ministero della Salute per chiedere di avviare untavolo di trattativa: in assenza di questo, il comparto è pronto a uno sciopero generale a settembre e se «la Regione Marche latita, la protesta si sposterà a Palazzo Raffaello».

Eleonora Dottori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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