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Cronaca

JESI / Vicenda negazionismo, studenti e genitori sostengono il “loro” professore

La polemica sul docente Matteo Cesaroni, una lettera scritta da 17 famiglie e anche dagli alunni della 4L del Liceo: «Solidarietà e fiducia»

JESI, 16 novembre 2020Diciassette genitori e studenti della 4L del Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scrivono una lettera per dire la loro sulla vicenda che ha visto protagonista il professore di matematica e fisica, Matteo Cesaroni, definito negazionista in relazione alla situazione pandemica che stiamo vivendo.

Matteo Cesaroni

Un messaggio sulla chat che il docente ha con gli studenti ha scatenato moltissime reazioni, e l’interessamento di trasmissioni televisive come “Le Iene” .

«Letto da persone esterne può essere frainteso come del resto è successo, ma coloro che conoscono il professore, tipo i nostri figli, sanno benissimo interpretare la provocazione che voleva lanciare. Ha agito in tal modo per stimolare un pensiero critico, divergente e per spronare i ragazzi a riaccendere un po’ gli animi ultimamente troppo spenti dal distacco umano cui il covid li ha costretti» scrivono nella lettera Maria Moldovan, Paola M., Spoletini Leonardo, Francesca C., Barbara M., Fahmida H., Paola M., Mariagrazia G., Tamara G., Antonella S., Miriam S., Barbara R., F. Mancinelli, Laura B., Silvia F., Patrizia B., Daniela C.

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Sulla vicenda si è espresso anche il dirigente scolastico, Floriano Tittarelli, che ha letto integralmente i messaggi inviati e si è confrontato con il docente che non si sente un “negazionista”.

«Il professor Cesaroni è sempre stato un ottimo insegnante – proseguono i genitori – capace di insegnare bene le sue materie scientifiche a tutti, anche a chi tanta propensione per queste non ce l’ha e questo è dovuto al suo modo di insegnare paziente, paterno, professionale e serio con cui il professore si pone sempre nei confronti dei nostri figli. Viviamo in un Paese dove fino a prova contraria si può discutere, esporre e confrontare le proprie idee e opinioni pur lasciando a ognuno di noi la possibilità di scegliere responsabilmente con la propria testa cosa è meglio fare e cosa no».

Secondo quanto scrivono i genitori sulla missiva inviata, sull’accaduto si è espresso un giudizio frettoloso.

Il Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” di Jesi

«Purtroppo ci sono delle persone che senza riflettere e approfondire, restando nell’anonimato, accusano, giudicano e condannano, senza pensare alle ripercussioni professionali, familiari, sociali e di immagine della scuola. Questa vuole essere una lettera di solidarietà e fiducia nei confronti del professor Cesaroni che per noi genitori resta sempre un ottimo insegnante».

Di seguito la lettera degli studenti

Premettiamo dicendo di non voler prendere nessuna parte, ma siamo in qualche modo “costretti” a parlare. Innanzitutto vorremmo dire che il professore non è quello che tutti credono. É un professore d’altri tempi, nessuno è come lui. In questi anni è stato in grado di insegnarci, oltre che le sue materie, un modo di pensare basato sul confronto e sull’ascolto. Le sue lezioni sono sempre state innovative e stimolanti. É capitato spesso negli anni di trattare argomenti diversi da quelli che insegna, creando situazioni di dialogo aperte a tutti, in grado di favorire lo scambio di idee e l’arricchimento di queste.

Come suo solito appunto, anche in questo caso è stato, a nostro avviso, uno dei pochi a trattare l’argomento. Sono stati diversi gli interventi del professore in merito alla materia, soprattutto durante le lezioni in presenza. In particolare ci ha posto davanti agli occhi un punto di vista differente rispetto a quello considerato lecito dalla società. Vorremmo sottolineare che il professore non ha mai parlato di negazionismo, bensì ci ha informato sulle varie possibilità in cui questa situazione potesse essere affrontata. Inoltre, ci ha sempre spronati a vivere in modo più tranquillo e sereno possibile questo periodo difficile per tutti gli studenti.  Infatti, come ha affermato, egli stesso ci diceva che qualcosa in noi era cambiato e che non dovevamo perdere la vera essenza di noi.

Nel momento in cui è iniziata la didattica a distanza questi momenti di confronto sono venuti meno per ovvi motivi. Alcuni giorni fa ci è arrivato un messaggio del prof in cui esponeva il suo pensiero e ci invitava a partecipare ad una protesta. Precisiamo e ribadiamo che in nessun modo ci ha obbligati. Si è trattato di un semplice invito non accolto da noi studenti, tanto che nessuno ha mostrato interesse a partecipare e così si è conclusa la storia. Alla pubblicazione dell’articolo siamo rimasti sconcertati. L’assurdità sta nel fatto che viviamo in un Paese democratico, dove la libertà di parola è un diritto, ma nonostante questo è stato criticato ed attaccato.

A prescindere dal suo ruolo di docente, a nostro avviso è importante nella società conoscere e accettare anche le opinioni altrui anche se non concordano con le nostre. Ci chiediamo, perché così tanto odio? Nessuno se non meglio di noi conosce la grandezza di questa persona, dunque chiediamo a chi commenta negativamente di ascoltare e di smetterla di puntargli il dito contro.

Eleonora Dottori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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