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Cronaca

JESI / Ponte San Carlo, incertezze e preoccupazioni per il quartiere

Incontro con il sindaco Massimo Bacci e l’assessore Roberto Renzi: i lavori dovrebbero durare meno di un anno ma le variabili sono molte, i residenti temono l’isolamento

JESI, 4 settembre 2020 – Niente di definito sulla partenza dei lavori di abbattimento e rifacimento del Ponte San Carlo.

Tutto dipende dalle condizioni del tempo, dalla serietà della ditta appaltatrice e da eventuali imprevisti che potrebbero insorgere nel corso dell’operazione ricostruzione.

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È quanto, in sostanza, emerso ieri sera all’incontro tra un bel gruppo di residenti nella zona di Piandelmedico, area Clamj, quartiere di Borgo Minonna e aree a sud della città.

L’iniziativa, per far conoscere alla popolazione la situazione che dovrà affrontare a partire dalla primavera/estate 2021. Alla serata hanno preso parte il sindaco Massimo Bacci, l’assessore ai Lavori pubblici, Roberto Renzi, le consigliere comunali Chiara Garofoli e Katia Montalbini, il consigliere comunale Samuele Animali.

L’assessore Renzi ha descritto la situazione in cui versa l’infrastruttura relativamente alle condizioni delle travature, dove l’armatura in ferro è ben visibile e in alcuni punti completamente esterna, la stabilità dei piloni di appoggio e l’irregolarità della distanza tra un pilone e l’altro.

Ogni campata, infatti, è lunga non più di 18 metri mentre dovrebbe essere notevolmente superiore. A maggio 2018 la decisione di interdire il passaggio ai mezzi pesanti. A dicembre del 2019 l’incarico di progettare il nuovo ponte viene affidato alla la società Seitec, di cui è presidente Luigino Dezi, professore ordinario di Teoria e Progetto dei Ponti dell’Università Politecnica delle Marche. Per l’infrastruttura il Comune di Jesi può contare su contributi esterni e propri.

Il nuovo ponte sarà molto differente da quello che si dovrà abbattere: innanzi tutto dalle 10 campate del vecchio San Carlo si passerà a quattro (le terminali lunghe circa 42 metri e le centrali 52), la larghezza complessiva arriverà a circa 13 metri perché, oltre alla sede stradale, saranno realizzate due piste pedonali/ciclabili laterali di circa 2,5 metri di ampiezza.

Uno dei problemi più importanti da affrontare è quello di dover assicurare i servizi essenziali alla popolazione della zona Minonna, vale a dire: acqua, gas, luce, fognature, linee telefoniche.

Queste, attualmente, si trovano “allacciate” al ponte ma, stando al nuovo progetto, per tutto il tempo necessario per i lavori attraverseranno l’Esino in un apposito tunnel sotterraneo.

Tutto questo inciderà per una spesa di circa 600mila euro che sarà sostenuta dalle varie aziende erogatrici dei servizi.

I cittadini del Borgo e quanti hanno interessi nella zona si chiedono quando si vedrà qualcosa di concreto.

A rispondere lo stesso assessore che anticipa l’avvio prossimo della gara d’appalto mentre i lavori veri e propri inizieranno quando la portata dell’Esino sarà al minimo e quando saranno completate le procedure di risarcimento per l’occupazione di aree private.

Cantiere che dovrebbe durare almeno un anno «ma se tutto procederà senza intoppi, potrebbe darsi anche meno» ha detto Renzi.

La parola è poi passata ai cittadini: c’è chi, alla luce dei frequenti casi di blocco di lavori a causa di vertenze giudiziarie, fallimenti delle imprese, ha chiesto se si faranno accertamenti sulla solidità della ditta appaltatrice; chi ha avanzato la realizzazione di una passaggio pedonale provvisorio come avvenne nel 1964 in situazione analoga.

Di fronte ad una risposta negativa su quest’ultima richiesta c’è stato che ha invocato il ripristino di un collegamento Borgo Minonna – centro città attraverso un pullman, così come avveniva fino a qualche anno fa.

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Chiudiamo con una considerazione da tutti condivisa: per la gente del Borgo si avvicina un periodo non facile, mesi e mesi di isolamento dalla città per la mancanza di mezzi di collegamento.

Per chi lavora in città o in città ha la sua attività e per coloro che, abitando al di là del fiume, hanno i loro interessi dall’altra parte, si preannuncia un incremento delle spese per il trasferimento. Disagi dovranno subire anche quelli che abitano nella zona ovest della città che dovranno sopportare una crescita nel traffico veicolare causata da quanti sceglieranno quella strada per entrare in città.

Sedulio Brazzini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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