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Cronaca

Jesi Contrasto ai piccioni con il loft, a maggio l’avvio del metodo tedesco

L’incontro pubblico per la presentazione del progetto, con la prima piccionaia si prevede di agire sulla riduzione del guano in un’area di circa 300 metri circostante la sede del Palazzo comunale

Jesi All’inizio di maggio partirà la sperimentazione del primo loft relativo al progetto per il contrasto alla proliferazione dei piccioni in città.

Il locale è in corso di allestimento – mancano le scaffalature e l’installazione dell’infisso che ne permetterà l’accesso ai volatili – ed è situato all’ultimo piano del Palazzo comunale, in una delle stanze che facevano parte dell’ex appartamento del custode.

Venerdì scorso, 10 aprile, la presentazione pubblica del progetto da parte dell’Amministrazione e dei tecnici comunali, nella sala conferenze di vicolo Angeloni, l’ex sede universitaria, con l’intervento di Antonio Morabito, responsabile nazionale di Cites e benessere animale di Legambiente.

«Si tratta del primo loft sperimentale in Italia per il contrasto alla proliferazione dei piccioni in città», ha evidenziato l’assessore all’ambiente e al benessere animale Alessandro Tesei. Un progetto che ha preso vita dopo il nostro viaggio in Germania, dove abbiamo conosciuto il metodo tedesco per il contenimento dei volatili, applicato nelle loro città già da molti anni, in alcune anche da 20, con risultati soddisfacenti».

«La sfida è stato di avviare l’iter amministrativo per poterlo realizzare anche nella nostra città, nel rispetto delle normative vigenti in Italia, e apportare anche alcune modifiche migliorative».

Al dirigente Simone Messersì e alla dottoressa Francesca PiattellaArea urbanistica, edilizia, ambiente e sviluppo economico -, il compito di illustrare le tappe dell’iter amministrativo a partire dal viaggio in Germania nell’ottobre 2024 fino all’allestimento del loft nel Palazzo comunale, avviato a dicembre dello scorso anno.

In questa fase iniziale sarà soltanto una la stanza allestita per i volatili – potrà ospitare un massimo di 150 esemplari – nella quale è stato realizzato il muro di cartongesso per dividerla dallo stanzino destinato al cambio dell’operatore che lì indosserà maschera e attrezzature per poi effettuare i controlli e pulizia. Installata anche la pavimentazione impermeabile sopra il pavimento e trattate le pareti per renderne più facile l’igienizzazione.

Predisposto anche l’uso di videocamere che controlleranno l’area da remoto, manca il montaggio delle scaffalature che ospiteranno i nidi dei volatili, sulla finestra sarà installato un sistema basculante per consentire l’ingresso dei piccioni e riparare la stanza da eventuali agenti atmosferici. Mentre in quella a fianco saranno collocate le provviste di cibo e i materiali per le pulizie.

Questa fase iniziale della sperimentazione, dunque, avrà la durata di 14 mesi, quindi si valuterà se allestire anche un’altra stanza dell’appartamento, che si affaccia su un altro lato del palazzo, per consentire l’ingresso dei piccioni anche dall’altro versante.

«In questo primo step non potrà essere ancora così evidente la diminuzione dei piccioni, l’obiettivo è soprattutto quello di ottenere risultati rispetto all’imbrattamento da guano – hanno evidenziato i tecnici -. ll colombo è pigro e si sposta solo per necessità, quindi si cerca di fornire una soluzione che risponda ai bisogni primari – cibo, acqua e riparo – riducendo la possibilità che si spostino altrove, in giro per la città».

«Si prevede, infatti, che un loft abbia un raggio di azione che varia dai 200 ai 300 metri, quindi ci aspettiamo che in quell’area la città risulti più pulita, proprio perché l’attività dei piccioni è concentrata all’interno del loft e si andrà ad eliminare la presenza del guano nei vicoli, che finora è stata una delle problematiche più evidenti sia in termini di decoro che di igiene urbana», ha sottolineato il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, ricordando anche che la sperimentazione rappresenta «una misura ulteriore, che va ad aggiungersi al sistema di abbattimento utilizzato fino ad oggi».

Tenere pulita la città e tutelare il benessere animale è la linea guida della sperimentazione che prevede la sostituzione delle uova deposte con uova finte, «il che permetterà di avere una popolazione di colombi urbani sotto controllo», ha specificato Antonio Morabito, sia perché monitorata e gestita all’interno del loft sia perché si va ad agire sulle nuove nascite e non sugli esemplari già grandi, «un modo più etico e umano di intervenire sulla popolazione dei volatili, senza doverli uccidere in età adulta».

Al Circolo Legambiente Azzaruolo andrà la gestione del loft, si occuperà della raccolta ed elaborazione dati e dell’attivazione di campagne di sensibilizzazione.

Alcuni dubbi sono emersi da parte dei residenti del centro storico che hanno definito troppo breve il periodo di sperimentazione per poter ottenere risultati sulla quantità dei piccioni in circolazione evidenziando anche comportamenti scorretti da parte di chi fornisce cibo ai colombi, comportamento vietato dal regolamento comunale.

L’assessore Alessandro Tesei ha ribadito che «il primo obiettivo del progetto sarà monitorare il guano e la sua diminuzione, solo con l’installazione di altre colombaie e con un’osservazione più a lungo termine sarà possibile riscontrare anche gli effetti sulla diminuzione dei volatili».

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