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Camerata P. La giovane lupa ferita e soccorsa sta meglio: presto di nuovo libera

Investita e in gravi condizioni si era rifugiata presso un’abitazione, è stata curata e potrà tornare finalmente alla sua vita, speriamo lontana dai centri abitati

Camerata Picena – È una notizia che profuma di sollievo e chiude una vicenda che aveva fatto il giro del web.

La giovane lupa soccorsa a Camerata Picena, trovata ferita nei pressi di un’abitazione e poi affidata al Crass dopo l’intervento del dottor Famà, sta meglio. A confermarlo è proprio la ragazza che per prima si era imbattuta nell’animale e aveva lanciato l’allarme: «Ci hanno fatto sapere che sta bene e che, dopo le cure, verrà presto rimessa in libertà».

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Una notizia per molti attesa. La lupa, stremata e probabilmente investita, si era avvicinata alle case in cerca di riparo, quasi a chiedere soccorso. Tremava, faceva fatica a muoversi, aveva una profonda ferita dalla spalla al collo. Era immobile e spaventata quandoi Carabinieri Forestali e i veterinari erano intervenuti per metterla in sicurezza.

Da allora l’animale ha attraversato un percorso delicato. Ora, finalmente, arriva il riscontro che in molti speravano. La giovane femmina ha risposto alle cure e potrà tornare libera, speriamo lontana dai centri abitati.

Ma mentre la lupa di Camerata Picena torna a respirare la libertà, sullo sfondo si muove un dibattito nazionale che merita attenzione.

La Camera ha appena approvato in prima lettura la legge di delegazione europea che recepisce il declassamento del lupo da specie «rigorosamente protetta» a «protetta», passo che consentirà agli Stati di adottare più facilmente piani di contenimento.

Una scelta che arriva in un Paese, il nostro, dove la popolazione stimata è tra le più alte d’Europa, tra 3.300 e 4.000 esemplari, e dove le pressioni soprattutto degli allevatori si sono fatte sempre più forti in quanto il lupo preda non solo gli ungulati selvatici ma anche, quando ne ha l’occasione, gli animali custoditi in alpeggi e fattorie.

Ma proprio storie come quella della giovane femmina salvata a Camerata Picena ricordano che la convivenza non deve necessariamente passare dalle armi. Esistono vie alternative: potenziare le protezioni, investire in recinzioni e sistemi di prevenzione, sostenere gli allevatori con reali incentivi — magari fiscali — che rendano possibile difendere le greggi senza trasformare il territorio in un terreno di scontro.

Una soluzione che eviterebbe sofferenze inutili e che, nonostante possa risultare meno attraente per qualche settore economico, sarebbe la più responsabile per tutti: uomini, animali e territorio.

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