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Vallesina Danni maltempo, via alle richieste di ristoro per le aziende agricole

Dopo le grandinate, le forti piogge e le raffiche di vento di giugno e luglio, attivata la procedura regionale attraverso il portale Siar, due le scadenze: 25 agosto e 8 settembre

Vallesina – Dopo le violente ondate di maltempo che tra giugno e luglio hanno colpito anche le campagne della Vallesina, si apre ora una fase concreta per le aziende agricole che hanno subito danni. I Comuni di Staffolo e Cupramontana hanno diffuso le indicazioni della Regione Marche per accedere ai contributi previsti dal Fondo di solidarietà nazionale.

Il riferimento è agli eventi del 3 giugno e a quelli del 15-16 e 21 luglio, giornate segnate da forti piogge, grandinate e raffiche di vento. La grandinata del 3 giugno aveva investito un’ampia fascia del territorio, da Pianello Vallesina fino alle colline di Staffolo, San Paolo e Cupramontana, lasciando danni a coltivazioni, vigneti, mezzi e strutture.

A Staffolo la prima ricognizione aveva superato i 2,5 milioni di euro, con 344 segnalazioni, mentre restavano da quantificare completamente le perdite del comparto agricolo.

Le imprese interessate possono ora presentare la segnalazione dettagliata e la quantificazione economica dei danni subiti alle strutture aziendali – edifici, impianti, scorte, mezzi e macchinari – oppure alle produzioni in campo. La pratica può essere compilata direttamente dal titolare oppure con il supporto delle organizzazioni professionali e dei Centri di assistenza agricola.

L’invio deve avvenire esclusivamente per via telematica attraverso la sezione dedicata agli eventi calamitosi del portale Siar, Sistema informativo agricolo regionale.

Due le scadenze: entro il 25 agosto per i danni causati dall’evento del 3 giugno; entro l’8 settembre per quelli riconducibili agli eventi del 15-16 luglio e del 21 luglio.

I Comuni ricordano che la procedura è autonoma e obbligatoria ai fini del Fondo di solidarietà nazionale e non sostituisce le prime segnalazioni eventualmente raccolte dai Comuni o dalla Protezione Civile. Gli uffici comunali restano a disposizione degli agricoltori per informazioni e supporto.

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