Attualità
Loreto I marchi storici di interesse nazionale, un valore per le Marche
Identità, continuità imprenditoriale e sviluppo industriale, al convegno organizzato da Confapi Industria Ancona interventi e testimonianze di aziende e protagonisti del valore d’impresa
Loreto – Identità, competitività, export, reputazione internazionale: i Marchi Storici di Interesse Nazionale non rappresentano oggi solo un indicatore macroeconomico di solidità industriale ma un vero vantaggio competitivo per rafforzare il Made in Marche in un contesto sempre più internazionale.
É quanto emerso nel corso del convegno “Le Marche: Terra di Marchi Storici”, che si è tenuto giovedì scorso, 24 settembre, presso Aeronautica Militare – Centro di Formazione Aviation English.

L’evento è stato organizzato da Confapi Industria Ancona che conferma il suo ruolo di presidio del tessuto produttivo locale e voce delle Pmi che costruiscono valore nel territorio. Una delle novità più rilevanti presentate al convegno, l’evoluzione del Fondo Salvaguardia Imprese di Invitalia che amplia la propria funzione passando dal sostegno alle aziende in crisi alla promozione di operazioni di acquisizione e consolidamento industriale da parte dei Marchi Storici, con l’obiettivo di rafforzare le filiere produttive italiane e la competitività del Made in Italy.
«Nelle Marche, a fronte dei 28 marchi d’Impresa registrati, risultano oltre seicento imprese attive con almeno 50 anni, a testimonianza di come la storia d’impresa rappresenti uno dei tratti distintivi del Dna produttivo regionale – ha dichiarato Michele Montecchiani, direttore di Confapi Industria Ancona –. Quando un’impresa cresce, innova e attraversa le generazioni, valorizza il territorio, rafforza la competitività delle filiere e consolida la fiducia degli investitori. Per questo motivo Confapi Industria Ancona ha voluto creare un appuntamento che mette al centro identità, continuità imprenditoriale e sviluppo industriale, dando voce a esperti e aziende che possono guidare le imprese in un percorso di crescita della propria storia imprenditoriale».

I Marchi Storici, che hanno raggiunto nel 2026 la soglia dei 1.000 iscritti, rappresentano imprese che generano 93,6 miliardi di euro di fatturato, con 363.201 addetti. Negli ultimi tre anni le iscrizioni al Registro sono cresciute del +18% segno di una crescente consapevolezza del valore competitivo della storia d’impresa di un sistema produttivo che continua a evolversi.
Il sistema dei Marchi Storici è composto per l’88% da imprese manifatturiere di cui l’81% del valore si concentra nelle filiere delle 4A – agroalimentare, automazione-meccanica, abbigliamento-moda, arredo-casa – a più alto tasso di esportazioni del Paese.
L’80% delle imprese titolari di un Marchio Storico di Interesse Nazionale considera tale riconoscimento un asset strategico: tra i principali benefici rilevati figurano il rafforzamento della reputazione e della credibilità istituzionale, il supporto alle attività di comunicazione e branding, e il miglioramento della percezione presso clienti e stakeholder. (Fonte: Rapporto nazionale “L’Italia dei 1000 marchi storici di interesse nazionale”, Associazione Marchi Storici d’Italia).

Il convegno, moderato dal prof. Gian Luca Gregori, già Rettore dell’Università Politecnica delle Marche e Presidente Fondazione Universitaria per lo Sviluppo Imprenditoriale, si è aperto con il saluto del Col. Marco Attanasio, Comandante Centro di Formazione Aviation English AM e Comandante Presidio Aeronautico province di Ancona e Macerata, e l’intervento di Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche, cha ha posto l’accento sulle aziende del territorio come patrimonio di eccellenze delle Marche. Dopo i saluti istituzionali di Gino Sabatini, Presidente della Camera di Commercio delle Marche, si sono susseguiti contributi e testimonianze di aziende con Marchio Storico.
Relatori del convegno: Rocco Orefice, direttore generale Associazione Marchi Storici d’Italia, “Dalla memoria allo sviluppo, i Marchi Storici protagonisti della nuova politica industriale”; Daniele Straventa, responsabile Fondo Salvaguardia Imprese Invitalia, “Il nuovo Fondo Salvaguardia Imprese: funzionamento, opportunità e modalità di accesso dopo la riforma del 2026”; Giacomo Bugaro, assessore Sviluppo Economico Regione Marche, “Marchi Storici e Filiere Produttive: il Modello Marche per la Crescita”; Rachele Fabbri, avvocato esperto in diritto della proprietà intellettuale, “Marchi d’Impresa: strumenti, requisiti e vantaggi competitivi per le Imprese”; Paola D’Angelo, presidente Andaf Marche Abruzzo Molise, “La valutazione di un marchio storico”; Claudio Detti, co-head private bank e head of bank for Entrepreneurs, Deutsche Bank Italia, “La value proposition della Bank for Entrepreneurs di Deutsche Bank”.
Tra le testimonianze di impresa con Marchio Storico di Interesse Nazionale sono intervenuti: Algam Eko S.r.l. – Francesco Lorenzetti, Business Control & Purchasing Manager – Shareholder; Doucal’s S.r.l. – Gianni Giannini, ceo e direttore creativo, Fabbri 1905 S.p.A. – Carlotta Fabbri, Digital Sales & Marketing Director, Manifatture Italiane Srl – Cinzia Fabi, Corporate Brand Manager; Sigit Group SpA – Fabrizio D’Angelo, External Relations Manager & Business Development
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