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Cronaca

Jesi Espiantati gli organi, il dono di Camilla per cinque bambini

Partiti verso ospedali di Lombardia, Lazio e Liguria e destinati a diventare vita per altri, la piccola di tre anni era deceduta martedì al “Salesi” di Ancona, dal buio del dolore alla luce della speranza

pronto soccorso ospedale torrette

Jesi – È cominciato nelle prime ore di ieri, mercoledì, l’intervento di espianto degli organi, il dono della piccola Camilla Federici, di appena tre anni, soccorsa il 23 settembre nei pressi dell’Arco Clementino, durante le Fiere di San Settimio, dopo che un acino d’uva le aveva ostruito le vie respiratorie con conseguente arresto cardiaco.

È volata in cielo il 29 settembre all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona dove era stata ricoverata in gravissime condizioni.

Medici, sanitari e volontari hanno lavorato insieme per rendere tangibile la scelta dei genitori: donare gli organi della figlia, offrendo una speranza a chi è in attesa di un trapianto.

andreoli

Da quella scelta si è messa in movimento una rete di persone e mezzi, chiamata a seguire ogni passaggio, dall’arrivo dell’équipe medica fino ai trasferimenti verso gli ospedali destinatari.

Il Centro regionale trapianti ha allertato la Centrale operativa del 118, che a sua volta ha coinvolto il Cup dell’Anpas e la Cct che ha attivto il coordinamento necessario per il trasporto sanitario.

All’aeroporto Sanzio di Falconara è arrivata un’équipe di medici, poi accompagnata al Salesi. Qui sono iniziate le procedure di espianto, mentre proseguiva l’organizzazione dei viaggi successivi.

Con il trascorrere delle ore, nel piazzale interno dell’ospedale sono giunti i mezzi della Croce Gialla di Ancona e Agugliano e della Croce Azzurra di Sirolo. Le associazioni hanno partecipato alla staffetta, assicurando i collegamenti necessari nell’ambito dell’operazione coordinata dalla rete dei trapianti.

Gli organi donati, cuore, reni, fegato e polmoni, sono successivamente partiti verso gli ospedali tra Lombardia, Lazio e Liguria, destinati a diventare speranza di vita per 5 bambini.

Ogni trasferimento ha rappresentato un passaggio di questo lavoro comune, reso possibile dalla disponibilità dei genitori e dall’impegno degli operatori coinvolti.

Dietro la successione delle chiamate, gli arrivi in aeroporto e i mezzi riuniti al Salesi, resta soprattutto il significato di quella scelta. Una mamma e un papà, nel momento in cui hanno dovuto dire addio alla loro bimba, hanno avuto la forza di pensare alla possibilità che altri bambini potessero continuare a vivere. Proprio grazie a lei, a Camilla, che purtroppo non ce l’aveva fatta.

Tanti i messaggi di cordoglio per la piccola, parole di vicinanza alla mamma Giulia al papà Riccardo e ai nonni, pensieri raccolti 8n un dolore attonito dopo che in tanti avevano sperato di vederla ritornare a casa. 

Al cordoglio si è unita anche la Asd Spes Jesi, dove il papà aveva giocato e il nonno allenato. Un legame che porta questo lutto anche nella comunità sportiva.

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Ma, accanto al dolore, ritorna il problema sul collegamento tra l’elisoccorso e l’ospedale pediatrico, tanto da spingere Michele Caporossi e Massimo Seri,(Progetto Marche) a presentare al presidente Francesco Acquaroli un’interrogazione a risposta immediata su quando potrà essere operativa l’area di atterraggio all’interno del Parco del Cardeto, che potrebbe far recuperare minuti preziosi in situazioni come quelle verificatesi lo scorso 23 settembre.

L’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche si è detta disponibile a lavorare con Comune, Marina Militare, 118 e altri soggetti coinvolti per definire soluzioni e un protocollo condiviso.

Alla famiglia resta un vuoto che niente potrà cancellare, ma anche la vicinanza e il rispetto per una generosità così grande.

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