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Tendenze

Truffe online in aumento in tutta Italia: la Polizia Postale invita alla prudenza sui pagamenti digitali

Le denunce per acquisti mai arrivati crescono in tutto il Paese: i dati nazionali confermano il trend e cresce l’attenzione verso gli strumenti di pagamento più sicuri.

Un fenomeno diffuso su tutto il territorio nazionale

Negli ultimi mesi le cronache locali di tutta Italia hanno raccontato episodi molto simili tra loro: acquisti pagati online, merce mai recapitata, e cittadini che si ritrovano a dover sporgere denuncia dopo avere versato denaro a un venditore sconosciuto. Pellet, biciclette, ricambi auto, pneumatici, polizze assicurative: la varietà dei prodotti coinvolti conferma che non esiste un settore immune, e che il meccanismo alla base resta sempre lo stesso. Chi compra online affida i propri dati e il proprio denaro a una controparte che non vede né conosce, spesso dopo una trattativa avvenuta tramite messaggi privati o annunci su piattaforme di compravendita, con bonifici diretti verso conti che poi risultano difficili da rintracciare. Le forze dell’ordine sottolineano come il fenomeno colpisca trasversalmente diverse fasce d’età, dai più giovani agli over 60, e diversi tipi di prodotto, dai beni di uso quotidiano agli articoli sportivi. Anche le modalità di contatto tra vittima e truffatore si somigliano da regione a regione: un annuncio pubblicato su un marketplace o su un gruppo social, un prezzo particolarmente conveniente rispetto al mercato, una richiesta di pagamento anticipato tramite bonifico o ricarica, e la sparizione del venditore non appena la transazione è completata. Un copione che si ripete con poche varianti in ogni angolo del Paese, e che spiega perché le Forze dell’ordine insistano sulla necessità di campagne di prevenzione capillari, non limitate a una singola area geografica.

I numeri della Polizia Postale

Nel 2025 la Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica ha trattato complessivamente 51.560 casi legati alla criminalità informatica su tutto il territorio nazionale, con 293 arresti e 7.590 persone denunciate, come riporta il report annuale della Polizia Postale. All’interno di questo totale, il contrasto al cybercrime economico-finanziario ha riguardato da solo 27.085 casi, un dato che conferma quanto le frodi legate ai pagamenti online restino tra le più diffuse in Italia. Gli investigatori segnalano un ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nel rendere i tentativi di truffa più credibili: annunci, false fatture e messaggi di phishing sono sempre più difficili da distinguere da una comunicazione autentica, e questo complica la capacità dei cittadini di riconoscere per tempo un venditore poco affidabile.

Meno dati condivisi, meno rischi

Una parte della soluzione, secondo chi si occupa di sicurezza informatica e tutela dei consumatori, passa anche dal metodo di pagamento scelto. Le carte prepagate e i voucher digitali limitano l’esposizione dei dati bancari perché non sono collegati direttamente a un conto corrente o a una carta di credito: se il codice viene copiato o richiesto in una truffa, il danno resta circoscritto al valore ricaricato, senza mettere a rischio l’intero conto del titolare. È una tendenza che riguarda ormai la maggior parte dei pagamenti quotidiani, come conferma anche l’aumento costante nell’uso dei metodi di pagamento elettronico registrato negli ultimi anni, ed è una logica che ha convinto anche il settore del gioco a distanza regolato dall’ADM, dove sempre più piattaforme autorizzate accettano proprio questo tipo di strumenti al fianco delle carte tradizionali. I dati di Casinos.com sui casinò con Paysafecard mostrano che l’interesse verso questo metodo di pagamento è cresciuto insieme all’attenzione dei giocatori italiani per la sicurezza delle proprie transazioni, un aspetto che oggi pesa quanto la scelta del gioco stesso.

Il ruolo della vigilanza ADM

L’ADM ammette i giochi con vincita in denaro online in Italia soltanto se offerti da operatori in possesso di concessione, e sottopone piattaforme e metodi di pagamento a controlli periodici proprio a tutela dell’utente, come specificato nella sezione dedicata al gioco a distanza sul portale dell’agenzia. La vigilanza riguarda sia l’identità dei siti autorizzati sia le modalità con cui vengono gestiti i pagamenti, un livello di controllo che manca del tutto quando l’acquisto avviene tramite un annuncio privato privo di garanzie. Per questo motivo gli esperti di sicurezza raccomandano di verificare sempre chi si trova dall’altra parte di una trattativa online, prima ancora di scegliere lo strumento con cui pagare.

Come ridurre il rischio prima di pagare

La Polizia Postale ricorda periodicamente le regole di base per difendersi dalle truffe via email e via web, a partire dalla necessità di diffidare di richieste urgenti di pagamento e di verificare sempre l’affidabilità del venditore prima di procedere, come spiegato nell’articolo Email truffa: la Polizia spiega come non cadere nella rete pubblicato su QdM Notizie. Applicare queste accortezze, insieme a una scelta più consapevole degli strumenti di pagamento, resta oggi lo strumento più concreto per ridurre il numero di cittadini che ogni mese si ritrovano vittime di una transazione mai andata a buon fine. La prudenza, in fondo, comincia sempre da un doppio controllo: sul venditore e sul modo in cui si sceglie di pagarlo. Un principio che vale per un acquisto qualsiasi quanto per un’attività regolata come il gioco a distanza, dove la scelta di una piattaforma autorizzata ADM e di un metodo di pagamento tracciabile resta la prima forma di tutela per chi decide di giocare.

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