Cronaca
Jesi Fototrappole, interrogazione del consigliere Luciano Montesi
Per il Consiglio comunale del 28 settembre, «se un servizio viene pagato, deve funzionare, se non funziona, il Comune deve dire perché, indicare chi è responsabile e spiegare come intende rimediare»
Jesi — Il consigliere comunale Luciano Montesi (Gruppo Misto), ha protocollato un interrogazione rivolta al Sindaco e alla Giunta, iscritta per la discussione nel Consiglio comunale del 28 settembre, sul servizio di fototrappole destinato al contrasto degli abbandoni illeciti di rifiuti.
L’iniziativa nasce dalla documentazione acquisita nelle scorse settimane e dalle segnalazioni raccolte in città. Dai dati disponibili emergerebbe che, a fronte di canoni già corrisposti per le apparecchiature, le fototrappole non avrebbero finora prodotto verbali di accertamento né elementi utilizzabili per sanzionare gli abbandoni. Nel frattempo, le segnalazioni di rifiuti lasciati lungo le strade e accanto ai cassonetti continuano ad arrivare da più quartieri.
«Non è una polemica sulle telecamere. È una domanda di buon senso sull’uso delle risorse pubbliche: se un servizio viene pagato, deve funzionare; se non funziona, il Comune deve dire perché, indicare chi è responsabile e spiegare come intende rimediare», dichiara il consigliere comunale.
Con l’interrogazione, Luciano Montesi chiede alla Giunta di chiarire il numero delle apparecchiature previste e di quelle effettivamente installate, le date di consegna e di attivazione, l’eventuale produzione di immagini e verbali, l’ammontare dei canoni liquidati, le ragioni dei ritardi e le iniziative previste per rendere operativo il sistema.
L’atto chiede inoltre se l’Amministrazione abbia contestato formalmente eventuali inadempimenti al fornitore, se siano previste penali o altre forme di tutela per il Comune e quale sia il cronoprogramma effettivo per l’entrata in funzione delle fototrappole.
«I cittadini fanno la differenziata, portano i sacchetti al cassonetto giusto e poi si ritrovano accanto un abbandono abusivo. A loro non servono annunci: serve un controllo che sia davvero attivo e un’Amministrazione che risponda con fatti, date e numeri».
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