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Cupramontana La giornata con il dialetto, un tuffo nei ricordi e nelle radici

In un mondo in continua evoluzione rappresenta un punto fermo, una bussola che ci riporta a casa, a quei momenti di autenticità e semplicità che rendono speciale la nostra storia

Cupramontana – Nella sala consiliare del Comune si è svolto sabato scorso 18 gennaio l’evento Una giornata col dialetto, un’iniziativa organizzata dall’associazione Massa Actii che ha riscosso un notevole successo di pubblico.

L’incontro aveva l’obiettivo di valorizzare il dialetto come testimone autentico della varietà e della ricchezza della nostra regione.

Infatti, non si può parlare di dialetto marchigiano in senso univoco, bensì di dialetti marchigiani, ognuno con le proprie peculiarità e sfumature.

Cinque le macrozone dialettali individuate: Ascoli, Fano, Fermo, Ancona e Macerata. Ognuna di queste è stata rappresentata da un poeta, che ha saputo trasmettere al pubblico l’essenza e il sapore delle diverse sfaccettature linguistiche. Accanto a questi, non sono mancati poeti e scrittori prettamente cuprensi, come Franca Amadio e Pietro Anderlucci, che hanno arricchito ulteriormente la serata con le loro opere.

Il dialetto, con le sue sfumature e la sua spontaneità, è capace di evocare emozioni profonde. Quando lo parliamo ci troviamo catapultati in un passato genuino, ricco di sapori, odori e immagini che appartengono alla nostra infanzia. Spesso ci sentiamo in imbarazzo a usarlo in contesti formali, magari di fronte a un dottore o in ambienti professionali ma, riflettendo bene, ci rendiamo conto che il dialetto esprime i concetti più autentici, quelli che vengono dal cuore.

Parlare in dialetto non richiede artifici, viene spontaneo, senza la necessità di cercare parole elaborate: è la lingua della nostra gente, comprensibile a tutti, indipendentemente dal livello di istruzione.

Il dialetto è un ponte che unisce generazioni e territori, va conservato e tramandato con orgoglio.

La serata ha visto anche la partecipazione di rappresentanti dei dialetti delle regioni limitrofe, come il romano, il toscano e il napoletano, a testimonianza delle influenze culturali che hanno contribuito ad arricchire il patrimonio linguistico marchigiano.

Un momento particolarmente apprezzato dal pubblico è stata la trasposizione in dialetto cuprense dello scritto “Ladri di biciclette” di Luigi Bartolini, realizzata da Mauro Perticaroli, che ha suscitato emozioni e sorrisi tra i presenti. La serata è stata ulteriormente allietata dalle note musicali curate da Stefania Pittori e Sarah Latini, che hanno regalato momenti di leggerezza e coinvolgimento.

L’evento si è svolto grazie alla collaborazione tra l’associazione Massa Actii e l’associazione Versante, con sede a Falconara. Il presidente di quest’ultima, Fabio Maria Serpilli, vanta una lunga amicizia con Cristiano Dellabella, attuale responsabile culturale dell’associazione cuprense.

L’ampia partecipazione e l’entusiasmo dimostrato dai presenti confermano quanto il dialetto sia un elemento imprescindibile della nostra identità culturale. Conservarlo significa mantenere vivo il legame con le nostre radici, valorizzando ciò che ci rende unici.

In un mondo in continua evoluzione, il dialetto rappresenta un punto fermo, una bussola che ci riporta a casa, a quei momenti di autenticità e semplicità che rendono speciale la nostra storia.

Doprà il dialetto a nuà barlozzà, ce fa ‘rmané più facile o parlà. ‘N dovemo da cercà forme o parole; semo tutti dal paru, senza scole! …….Potemo, có ‘a parlata d’u Massacciu, fa su ‘n discursu seriu od a casacciu sentennoce più spontanei, più veri e, de certo, ‘na mucchia più sinceri!

Da que dipenne? Io so del parere che ‘ste parole se fa bianche o nere perché ce parte sempre da ‘ntil core dó loro se connisce e pija u sapore

de a cattiveria opure de a bontà in modo giustu, senza mai sbajà có l’esperienza vecchia de tant’anni che nua c’emo pé ‘rlavàcce i pagni!” – U dialettu di Pietro Anderlucci

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