Animali
Moie Quando il lupo preda un gatto fa semplicemente il lupo
Ennesima segnalazione e poi c’è il caso del grado di confidenza che un esemplare con radiocollare, sempre nella stessa zona, sembra avere sviluppato nei confronti degli ambienti frequentati dall’uomo
Moie – Un nuovo avvistamento, questa volta con un gatto in bocca, riaccende il dibattito. Nel post non è specificato se si tratti della giovane lupa con radiocollare che da tempo viene segnalata tra Moie e le zone circostanti, o di un altro esemplare.
Ma proprio davanti all’ennesima segnalazione destinata inevitabilmente a far discutere, serve distinguere i fatti dalle paure: un lupo, che sia monitorato o no, che preda un altro animale sta facendo il lupo.
Diverso e oggetto di attenzione, il grado di confidenza che l’esemplare sembra avere sviluppato nei confronti degli ambienti frequentati dall’uomo.
Le autorità competenti sono state informate degli ultimi episodi.
«Sono stati interessati il Sindaco, la Prefettura e la Regione Marche – fanno sapere –. La situazione viene valutata e saranno presi i provvedimenti ritenuti necessari alla luce delle segnalazioni che hanno evidenziato una certa confidenza del lupo nei confronti dell’uomo. L’animale va quindi gestito».
Una linea che coincide con quella indicata nei giorni scorsi dalla stessa Regione Marche, che ha chiesto di rafforzare monitoraggi e verifiche soprattutto nei casi di lupi che frequentano aree abitate. L’obiettivo è individuare eventuali comportamenti anomali o una progressiva confidenza verso l’uomo e intervenire, quando necessario, anche attraverso sistemi di dissuasione non cruenta.
Da tempo ormai la lupa con il radiocollare viene avvistata, ma in pochi conoscono la sua storia che, del resto, è particolare.
Si tratta della stessa giovane femmina soccorsa a Camerata Picena alla fine del 2025, quando, ferita e fortemente debilitata, si era avvicinata alle abitazioni in cerca, con tutta probabilità, di aiuto.
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Una ragazza, dopo aver messo al sicuro i propri cani, aveva chiamato i soccorsi e l’animale era stato affidato alle cure specialistiche. Dopo la guarigione era tornato in libertà e successivamente era stato monitorato con radiocollare.
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Una vicenda che può aiutare a leggere con maggiore cautela il comportamento di questa femmina, senza però trarre conclusioni automatiche.
Il lupo normalmente tende a evitare il contatto diretto con le persone, mentre questo esemplare ha avuto, per necessità, un rapporto molto particolare con l’uomo nel momento più difficile della sua vita. Stabilire quanto questo abbia inciso sui suoi comportamenti spetta di certo agli esperti, ma si potrebbe pensare che nell’uomo non veda più un pericolo ma colui che le ha salvato la vita.
Il povero gatto?
È forse la parte più dura dell’ultimo avvistamento, ma non necessariamente quella più preoccupante dal punto di vista del comportamento del lupo.
La predazione appartiene alla natura di un carnivoro selvatico. Può colpire un animale selvatico, un gatto libero sul territorio oppure, quando se ne presenta l’occasione, anche un animale domestico.
Ed è qui che entra in gioco anche la responsabilità di noi umani.
Cani e gatti di famiglia, soprattutto nelle ore serali e notturne e nelle zone dove la presenza del lupo è documentata, devono essere custoditi con attenzione.
C’è chi afferma di essere privato della libertà di uscire per una passeggiata con i propri animali, qui entra in gioco la convivenza.
Uomo e lupo hanno gli stessi diritti e condividono lo stesso territorio, la convivenza passa inevitabilmente anche attraverso comportamenti responsabili. Non a caso la Regione richiama i cittadini a non avvicinare né alimentare la fauna selvatica, a evitare di lasciare fonti di cibo facilmente accessibili e a prestare particolare attenzione agli animali domestici.
Una riflessione, però, riguarda anche la gestione dei rifiuti
Quando i contenitori risultano pieni, forse è necessario interrogarsi sulla loro capienza o sulla frequenza dei ritiri, così da evitare che i sacchetti vengano lasciati all’esterno. Non sempre, infatti, la responsabilità può essere ricondotta esclusivamente al cittadino “indisciplinato”.
Se i rifiuti vengono esposti la sera per essere raccolti la mattina successiva, resta comunque un intervallo di diverse ore durante il quale eventuali resti alimentari possono diventare una fonte di richiamo per il lupo e, più in generale, per la fauna selvatica. Anche una corretta gestione dei rifiuti, dunque, può contribuire a ridurre le occasioni che portano gli animali ad avvicinarsi alle zone abitate, ognuno dovrebbe fare la sua parte. Un contenitore in più non dovrebbe essere una spesa eccessiva da sostenere, forse non risolverà il problema ma tentar non nuoce.
I lupi ci sono, fanno parte del nostro territorio e della sua fauna. Il territorio però è cambiato, le città e le zone abitate si sono allargate, le campagne sono mutate e anche gli animali selvatici si trovano a muoversi dentro un paesaggio molto diverso da quello di un tempo.
Questo non significa ignorare le situazioni che meritano attenzione.
Un esemplare che perde progressivamente la naturale distanza dall’uomo deve essere monitorato e, se necessario, gestito dagli organismi competenti, questo però non significa che ogni avvistamento, e persino un comportamento predatorio del tutto naturale, diventi automaticamente motivo di allarme.
Segnalare sì, perchè serve a ricostruire gli spostamenti dell’animale e a permettere di valutare eventuali interventi. Molto meno utile è invece alimentare sui social una rincorsa alle immagini e ai commenti che rischia di trasformare una presenza da monitorare in una fonte di paura collettiva.
Niente caccia al “mostro”
Convivere con la fauna selvatica significa anche imparare a riconoscere la differenza tra un comportamento naturale e quello che, invece, richiede davvero un intervento, e spesso i social sono capaci di alimentare solo cattiveria.
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