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Sassoferrato Lo sguardo di Mario Giacomelli e l’anima di un territorio in mostra

Curata da Galliano Crinella, la mostra è promossa e organizzata dall’Istituto Internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”

Sassoferrato – Le Marche, il loro paesaggio collinare e la materia intima delle loro pietre incontrano l’arte immortale di uno dei più grandi maestri della fotografia mondiale.

Da sabato 12 settembre 2026, alle ore 11, all’interno degli spazi espositivi di Palazzo degli Scalzi in Piazza Gramsci 1, la mostra intitolata “L’omaggio di Mario Giacomelli alla città di Sassoferrato”.

L’esposizione, che si preannuncia come uno degli eventi culturali di maggior rilievo della stagione, rimarrà aperta al pubblico fino all’8 novembre 2026.  Nato a Senigallia nel 1925 e scomparso nel 2000, Mario Giacomelli ha rivoluzionato il linguaggio fotografico del Novecento.

Tipografo di professione e artista dall’animo profondamente autodidatta, Giacomelli non si è mai considerato un semplice documentarista della realtà. La sua poetica si fonda su un rapporto viscerale e poetico con il paesaggio e con la materia: i contrasti netti e drammatici, i neri profondi e i bianchi abbaglianti trasformano il dato reale in pura astrazione e indagine interiore.

Nelle sue immagini il visuale supera costantemente il visivo, come sottolineava l’illustre storico francese Jean-Claude Lemagny, poiché non è l’oggetto a imporsi, ma lo sguardo dell’artista che ingloba il mondo. Attraverso l’obiettivo, Giacomelli ha raccontato la civiltà rurale, la terra solcata dall’uomo, lo scorrere del tempo e la strutturale vulnerabilità dell’esistenza, muovendosi quasi sempre entro i confini amati della sua regione.

Curata da Galliano Crinella, la mostra è promossa e organizzata dall’Istituto Internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato” con il patrocinio del Comune di Sassoferrato, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita e il decennale della morte di Padre Stefano Troiani. Il percorso espositivo si focalizza su sessanta opere fotografiche risalenti agli anni ’90, realizzate dal maestro durante le sue assidue visite alla città sentinate, borgo a cui era legato fin dal 1957 e dove tornava regolarmente anche per fare visita alla figlia Rita.

Nello sguardo di Giacomelli verso Sassoferrato non compaiono volti umani, ma un paesaggio metafisico fatto di mura, corsi, vicoli e volumi architettonici. Le immagini catturano i segni della storia, la memoria e l’assenza, trasformando la realtà in un dialogo intimo tra l’autore e l’osservatore. A completare l’itinerario espositivo si affiancano alcune celebri fotografie delle serie Storie di terra e La buona terra, oltre ai ritratti fotografici che colleghi e amici come Ferruccio Ferroni, Claudio Bonvini, Walter Ferro e Pietro Picchienti dedicarono allo stesso Giacomelli. Arricchisce ulteriormente il percorso un raffinato disegno a matita dell’incisore Roberto Stelluti, intitolato “Due girasoli essiccati. Omaggio a Mario Giacomelli”.

L’evento è realizzato grazie al sostegno di Fondazione Carifac, Regione Marche, Garofoli Srl, Zona Immagine e Happennines.

All’inagurazione della mostra sarà presente il Magnifico Rettore dell’università di Perugia Massimiliano Marianelli.

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