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Cronaca

Jesi Consegnati due appartamenti, «che emozione avere di nuovo una casa»

Inaugurazione nell’ambito del progetto Housing Fist finalizzato
a reintegrare nella società i senza fissa dimora, aiutandoli a trovare un’abitazione e un lavoro

JesiTaglio del nastro e consegna delle chiavi ieri mattina, al civico 150 di via Roma per i due appartamenti destinati a persone senza fissa dimora nell’ambito del progetto Housing First, prima la casa.

Presenti due dei destinatari del progetto, Leonardo Ranieri, 69enne originario di Bari, e Antonio Cannelonga anche lui di origini pugliesi, di 75 anni.

«Quella di oggi è una grande emozione per me, avere di nuovo una casa, quella che avevo è andata in malora. Prima abitavo a Scisciano, qui a Jesi ho un’altra occasione, la città mi piace e ci abita anche mio fratello, il mio sogno è avere una vita tranquilla, non chiedo altro», ha affermato Leonardo.

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Più riservato Antonio che, alla consegna delle chiavi, si è lasciato prendere dall’emozione, commosso per le possibilità che la vita gli sta offrendo, la sua storia l’ha raccontata Gabriele Galdelli operatore di Caritas Jesi.

«Antonio qualche anno fa era un mio vicino di casa, lo incrociavo spesso nel quartiere poi l’ho ritrovato alla Casa delle Genti – il centro di accoglienza per i senza fissa dimora -e ho sentito un colpo al cuore, mi ha detto che non riusciva più a trovare lavoro, il proprietario della casa in cui stava non gli aveva rinnovato l’affitto, lui aveva finito i risparmi e non sapeva come andare avanti. Con Caritas e Asp abbiamo lavorato per fare in modo che Antonio riacquistasse i sui diritti fondamentali, un’identità, la pensione, una residenza. L’obiettivo di questo progetto è proprio restituire dignità e attenzione a chi si trova ai margini e ottenere il reinserimento nella società».

«Reinserimento che parte per prima cosa da un tetto sulla testa, avere una casa è la tappa fondamentale per la stabilità necessaria per poi trovare lavoro e reinserirsi nel tessuto sociale – ha evidenziato il direttore di Asp Ambito 9, Franco Pesaresi -. Le teorie internazionali e le linee guida ministeriali sull’aiuto ai senza tetto individuano come prima fase proprio quella di tirarli via dalla strada. Poi l’accompagnamento continua con gli altri passaggi verso la piena autonomia».

«Con questi due nuovi appartamenti arriviamo a 6 totali – dedicati al progetto Housing First – che ospitano in tutto 11 persone, nel territorio regionale non ci sono progetti che hanno così tante attività per la povertà estrema».

Di circa 150mila euro il costo della riqualificazione dei due appartamenti, finanziata con fondi Pnrr, alla Caritas il merito degli arredi.

Per i quattro assegnatari – due per appartamento – la consegna della casa rappresenta quindi un passo avanti nel percorso di autonomia che stanno svolgendo con l’asssistenza dei servizi territoriali, Asp Ambito 9 e Servizi sociali.

«La sinergia tra soggetti istituzionali e realtà che si dedicano al sociale rende possibili progetti come questo – ha evidenziato il sindaco Lorenzo Fiordelmondo -. Progetti che permettono di restituire i diritti e la felicità che ogni essere umano merita. Questi appartamenti si trovano proprio in via Roma, un luogo della città che in passato ha ospitato tante storie di riscatto sociale».

Gli appartamenti di via Roma rappresentano la tappa di un percorso più ampio costruito sul territorio. A partire dai centri di prima accoglienza, come la Casa delle Genti, il dormitorio recentemente ristrutturato, per passare poi alla seconda accoglienza – gestita insieme alla Caritas, dove le persone possono fermarsi più a lungo, anche sei mesi o un anno – e quando le condizioni lo permettono arrivare all’assegnazione di una vera abitazione.

«Questo progetto rappresenta lo sforzo concreto di andare oltre e trovare le modalità di integrazione per chi è ai margini, un’integrazione che passa per azioni reali, trovare una casa e un lavoro», ha sottolineato Daniele Tassi, presidente di Asp9.

Jesi / Housing First: casa per i senza tetto, taglio del nastro per due appartamenti

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