Cronaca
Fabriano Crisi Beko: sciopero e presidio per il calo della produzione
Fabriano – Calo dei volumi produttivi con annesso ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali e ritardi negli investimenti previsti. Sono queste le due principali rivendicazioni che i lavoratori dello stabilimento Beko di Melano a Fabriano hanno evidenziato durante l’assemblea sindacale e il successivo sciopero, con presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, svoltosi questa mattina.
Presenti, tra gli altri la segretaria del Pd, Elly Schlein, l’on. Antonio Baldelli (FdI), l’assessore regionale Giacomo Bugaro (FdI), i consiglieri regionali Mirella Battistoni e Marco Ausili (FdI), Chiara Biondi (Fi), Antonio Mastrovincenzo e Maurizio Mangialardi (Pd), la sindaca di Fabriano Daniela Ghergo.

Lo sciopero è stato indetto dalle organizzazioni sindacali di categoria e dalle Rsu.
«A sedici mesi dalla firma dell’accordo al ministero delle Imprese e del Made in Italy – hanno ribadito le parti sociali – che avrebbe dovuto garantire stabilità, occupazione e prospettive industriali di lungo termine, la realtà che viviamo ogni giorno all’interno dello stabilimento di Melano è drammatica».
Sei giorni di chiusura totale dello stabilimento di Melano, dal 23 al 30 settembre, e per tutto questo mese di settembre, utilizzo importante della cassa integrazione che porta a una capacità produttiva attorno al 60%. Il tutto giustificato da un calo di volumi, nonostante, a seguito degli accordi sottoscritti nell’aprile 2025 al ministero delle Imprese e del Made in Italy, le uscite incentivate di tute blu siano state oltre 90, rispetto alle 62 figure dichiarate quali esuberi.
«Eppure il nostro sito – evidenziano i sindacati e le Rsu – non ha registrato alcun beneficio strutturale concreto. Il calo reale del ricorso alla cassa integrazione, obiettivo centrale e spirito fondante dell’intesa, è rimasto finora una promessa del tutto disattesa per la maggioranza dei lavoratori e soprattutto per quelli con ridotte capacità. Senza considerare il ritardo negli investimenti promessi, circa 62milioni di euro, su prodotto e innovazione».
Sul fronte aziendale, a parlare è Maurizio David Sberna, Direttore delle Relazioni Esterne di Beko Europe. «Le vendite continuano a calare, i cinesi continuano a mangiare quote di mercato in modo considerevole e il trend di vendita riguarda principalmente solo i prodotti a basso valor aggiunto. Su Melano i volumi calano su alcune categorie, ma in generale è lo stabilimento che – seppur con un utilizzo della cassa integrazione per sopperire a questi cali – è in miglior salute tra quelli italiani. La preoccupazione dei sindacati è sicuramente comprensibile, ma l’azienda non ha smesso di investire su Melano – tutt’altro. In un contesto di mercato dove le vendite continuano a calare abbiamo investito in maniera rilevante sui processi per rendere il sito più competitivo, nonostante la crisi del settore sia ormai evidentemente strutturale. Continueremo ogni sforzo per dare compimento al piano industriale, con gli aggiustamenti che via via si renderanno necessari per non compromettere ulteriormente la sostenibilità economico-finanziaria dell’azienda».
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