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Morro d’Alba Gershwin e Bernstein hanno aperto il Festival Pergolesi Spontini

Il Time Machine Ensemble diretto da Marco Attura conquista il pubblico di Piazza Barcaroli con un’originale rilettura dei due grandi compositori americani, applausi per il soprano Isabella Gilli e il tenore Riccardo Liberatore in una serata da tutto esaurito

Morro d’Alba – Piazza Barcaroli si è tinta dei colori che le musiche immortali di George Gershwin e Leonard Bernstein hanno proposto a un pubblico attento e, soprattutto, desideroso di ascoltare o riascoltare brani che hanno fatto la storia della musica del Novecento. 

Per cui la XXVI edizione del Festival Pergolesi Spontini ha avuto il suo alzate il sipario con un progetto, quello del Time Machine Ensemble (ormai da alcuni anni in residenza in questo Festival), che il maestro Marco Attura ha elaborato, insieme a Filippo D’Allio e Gianluca Piombo, conferendo alle partituire originali una chiave di lettura assolutamente originale.

Un concerto che ha messo insieme jazz e classica, che ha toccato le corde di una musicalità altissima per ricordarle o proporle da nuovo al pubblico presente. Il titolo è Gershwin and Bernstein Songbook”, un passaggio a bassa quota su due pilastri della storia della musica, giganti che hanno fuso la musica colta con il jazz e il teatro di Broadway, senza far caso alle barriere tra i generi, creando il suono moderno degli Stati Uniti.

Le loro creazioni sono entrate nella storia, segnando un cambiamento culturale indelebile. Non dico che se metto sul piatto “Rapsodia in blue” o “Summertime”, o se vuoi ogni battuta di “West Side Story” senza dimenticare “The man I love” io diventi più buono prima di inzuppare il cornetto nel cappuccino. Ma contribuiscono a darmi la giusta carica per affrontare ogni genere musicale, sapendo che tanto questi signori compositori mi coprono le spalle.

Quindi un pubblico preparato ad ascoltare e sentire tracce profonde di vita musicale.

Dicevo all’inizio che il progetto che il maestro Attura e altri due compositori hanno presentato, ha avuto l’aspirazione di cercare altre direzioni – nel senso dell’arrangiamento e della proposta scenica – per una lettura più consona alla musica che gira intorno e che guarda avanti.

E gli applausi del numeroso pubblico da tutto esaurito ha sancito il successo dell’operazione, in un certo senso. Non sono rimasto alla musica etichettata (e sempre quella) eseguita come al momento del parto sullo spartito.

Il soprano Isabella Gilli e il tenore Riccardo Liberatore hanno espresso il loro potenziale sia nel colore della voce che nel timbro. Lodevolissimo il lavoro portato a termine in tempi record intorno a certi capolavori che non sono certo facili al primo ascolto.

Ne è uscito uno spettacolo teatrale affascinante e non un concerto – esibizione di una notte di mezza estate. Gradevole e applaudito questo varo di Morro d’Alba.

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