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Jesi Al via i nuovi abbonamenti per la 59ª Stagione Lirica del Pergolesi
Tredici alzate di sipario dal 7 ottobre al 19 dicembre tra Puccini, Donizetti, Verdi, una prima assoluta e il balletto “Querencia”, nel teatro entrato a luglio nel patrimonio mondiale Unesco
Jesi – Tredici alzate di sipario da ottobre a dicembre: “Il tabarro”, “Suor Angelica” e “Gianni Schicchi” di Puccini (7, 9, 11ottobre), “Don Pasquale” di Donizetti (28, 30, 31 ottobre), la prima esecuzione assoluta de “L’esecuzione. Sotto lo sguardo di Tosca” di Salvatore Passantino su libretto di Marco Malvaldi (12, 14, 15 novembre), “Nabucco” di Verdi (10, 11, 13 dicembre) e il balletto “Querencia” della Compagnia Antonio Najarro (19 dicembre).
Da lunedì 31 agosto sono in vendita i nuovi abbonamenti alla 59ª Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi, a cura della Fondazione Pergolesi Spontini.
I biglietti per i singoli spettacoli saranno acquistabili da sabato 26 settembre.
La stagione porta in scena quattro titoli d’opera e un balletto, per tredici alzate di sipario tra il 7 ottobre e il 19 dicembre, in un luogo d’arte che dallo scorso luglio ha un titolo in più: il Pergolesi è uno dei dieci teatri condominiali all’italiana dell’Italia centrale iscritti nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco.
Il cartellone alterna grande repertorio, nuove produzioni, giovani talenti e una commissione contemporanea che debutta qui in prima assoluta.
Si comincia il 9 ottobre alle 20.30 e l’11 ottobre alle 16, con anteprima giovani il 7 ottobre alle 16, con Il trittico di Giacomo Puccini, eseguito per la prima volta al Teatro Pergolesi nella sua interezza. Le tre opere in un atto furono composte tra il 1913 e il 1917 e debuttarono insieme al Metropolitan di New York il 14 dicembre 1918, secondo un disegno preciso del compositore: una sola serata che attraversasse tre temperature drammatiche diverse. “Il tabarro”, su libretto di Giuseppe Adami, è un dramma di gelosia consumato su una chiatta della Senna; “Suor Angelica”, su libretto di Giovacchino Forzano, si svolge in un convento seicentesco ed è affidata a sole voci femminili; “Gianni Schicchi”, ancora su libretto di Forzano, è una commedia sull’avidità ambientata nella Firenze del 1299, costruita a partire da pochi versi del canto XXX dell’Inferno. A Jesi si ascolta la versione a cura di Ettore Panizza, su edizione Casa Ricordi.
La produzione è nuova, da un allestimento dell’Opéra-Théâtre de l’Eurométropole de Metz (2016). Dirige Stefano Vignati, la regia è di Paul-Émile Fourny, scene e luci di Patrick Méeüs, costumi di Giovanna Fiorentini.
Suona la Form, Orchestra Filarmonica Marchigiana, canta il Coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno preparato da Pasquale Veleno.
In scena Massimo Cavalletti (Michele e Gianni Schicchi), Alessandra di Giorgio (Giorgetta e Suor Angelica), Giulio Pelligra (Luigi e Rinuccio), Elena Antonini (La Frugola), Arlene Miatto Albeldas (la zia principessa e Zita), Francesca Maionchi (Lauretta), Riccardo Liberatore (Riccardo, il Tinca), Stefano Gennari (il Talpa, Betto di Signa), Alessandro Pucci (il venditore di canzonette, un amante), Isabella Gilli (una amante, suor Osmina), Aloisa Aisemberg (badessa, la Ciesca), Roberta Sollazzo (maestra delle novizie), Maria Olimpia Renna (suor Dolcina, Nella), Debora Simonetti (una cercatrice), Elisa Luciani (una cercatrice), Laura Tonasucci (una novizia), Midori Namikawa (una conversa), Alina Khalilova (una conversa), Kevin Baliviera (Simone), Giacomo Medici (Marco), Alessandro Ciccarini (maestro Spinelloccio), Piersilvio De Santis (messer Amantio di Nicolao), Kevin Paoltroni (Pinellino), Samuele Lattanzi (Guccio).
Il 30 ottobre alle 20.30 e il 31 ottobre alle 20.30, con anteprima giovani il 28 ottobre alle 16, è la volta di “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti, dramma buffo in tre atti su libretto di Giovanni Ruffini e dello stesso compositore, andato in scena per la prima volta a Parigi, al Théâtre de la comédie italienne, il 3 gennaio 1843. Donizetti lo scrisse in poche settimane per una compagnia di stelle assolute e vi mise a punto il congegno della commedia di raggiro: un vecchio ricco che vuole prender moglie per diseredare il nipote e una finta sposa docile che si rivela ingovernabile.
Nuova produzione in coproduzione con la Fondazione Teatro Coccia di Novara e la Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova. Danila Grassi dirige il Time Machine Ensemble e il Coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, maestro del coro Pasquale Veleno.
Don Pasquale è Bruno Taddia, il dottor Malatesta è Daniele Terenzi, Ernesto è Antonio Mandrillo, Norina è Nikoletta Hertsak, il notaro è Kevin Baliviera; in scena anche i figuranti Yassine Barri, Francesca Centola, Alessandra Gigli, Simone Mandolini, Giada Minissale e Gianfilippo Spigarelli. La regia è di Italo Nunziata, le scene di Michela Costa, i costumi di Simone Dalla Venezia, le luci di Oscar Frosio.
Il 14 novembre alle 20.30 e il 15 novembre alle 16, con anteprima giovani il 12 novembre alle 16, arriva la prima esecuzione assoluta de “L’esecuzione. Sotto lo sguardo di Tosca”, musica di Salvatore Passantino su libretto di Marco Malvaldi, edizioni Curci.
Malvaldi, chimico e autore di gialli, costruisce un’opera thriller ambientata durante una prova della “Tosca” di Puccini: mentre sul palcoscenico si allestisce la fucilazione di Cavaradossi, un delitto vero attraversa la finzione. I tre figuranti Teseo Parenti, Paolo Matteucci e Cristiano Ghignola sono Aloisa Aisemberg, Riccardo Liberatore e Giacomo Medici; il sovrintendente Carlo Guidotti è Tiziano Rosati, il soprano Antonella Scuderi, ossia Tosca, è Maria Olimpia Renna.
Sul podio del Time Machine Ensemble c’è Eddi De Nadai, la regia è di Italo Nunziata, le scene di Jing Guan, i costumi di Margherita Figini, le luci di Oscar Frosio.
La produzione è nuova, in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale “Pavarotti-Freni” di Modena.
Come nel 2025, due titoli della stagione sono stati messi a concorso per la progettazione di scene e costumi nell’ambito del Concorso dedicato a Josef Svoboda, riservato agli iscritti al Biennio di Specializzazione in Scenografia delle Accademie di Belle Arti di Macerata, Bologna, Venezia, Carrara, Bari e Brera, giunto alla sesta edizione. Come vincitori del concorso, Michela Costa (scene) e Simone Dalla Venezia (costumi) firmano “Don Pasquale”, Jing Guan (scene) e Margherita Figini (costumi) firmano “L’esecuzione”.
L’11 dicembre alle 20.30 e il 13 dicembre alle 16, con anteprima giovani il 10 dicembre alle 16, va in scena “Nabucco” di Giuseppe Verdi, dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera, tratto dal dramma “Nabuchodonosor” di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu e dal ballo omonimo di Antonio Cortesi. La prima rappresentazione alla Scala, il 9 marzo 1842, segnò l’affermazione del ventottenne Verdi dopo l’insuccesso di “Un giorno di regno” e consegnò al repertorio il coro degli ebrei prigionieri.
Dirige Marco Attura, la regia è di Paul-Émile Fourny, le scene di Benito Leonori, i costumi di Giovanna Fiorentini, le luci di Ludovico Gobbi, i video di Mario Spinaci, le coreografie diGiorgia Leonardi. Suona la Form, Orchestra Filarmonica Marchigiana, canta il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” diretto da Lorenzo Chiacchiera.
Nabucodonosor è Fabian Veloz, Ismaele è Joseph Dahdah, Zaccaria è Alberto Comes, Abigaille è Julija Vasiljeva, Fenena è Elena Antonini, il Gran Sacerdote di Belo è Stefano Gennari, Abdallo è Simone Fenotti, Anna è Isabella Gilli. Nuova produzione in coproduzione con l’Associazione Arena Sferisterio di Macerata.
Il cartellone si chiude il 19 dicembre alle 21 con “Querencia”, spettacolo di danza dalla Scuola Bolera al Flamenco su coreografie di Antonio Najarro e musiche originali di Moisés Sánchez. La Escuela Bolera è la tradizione accademica spagnola nata tra Settecento e Ottocento dall’incontro delle danze popolari con la tecnica del balletto di scuola italiana e francese, riconoscibile per l’uso delle nacchere e per i salti battuti; il flamenco appartiene invece al ceppo andaluso e lavora sul contatto con il suolo. Najarro, per dieci anni direttore del Ballet Nacional de España, le fa convivere in un unico percorso affidato ai quattordici danzatori della sua compagnia: María Fernández García, Lucia Cardeñoso Gigosos, Alejandra de Castro Pasca, Cristina Carnero Barco, María Gómez Rabadan, Carmen Diez Moreno, Cristina Cazorla Garcia, Daniel Ramos Lopez, Álvaro Brito Moreno, Álvaro Madrid Morillo, Ethan Soriano Jareño, Diego Olmier Carbonell, Javier Moreno Martinez, David Acero Delgado.
Completano la stagione le iniziative di formazione del pubblico, tra cui le anteprime giovani riservate alle scuole e ai partecipanti al progetto “Musicadentro” 2026, e il progetto di opera accessibile per non vedenti e ipovedenti, non udenti e ipoudenti, realizzato con il contributo di Coop Alleanza 3.0 nelle recite dell’11 ottobre, del 31 ottobre e del 13 dicembre.
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