Opinioni
Chiaravalle «Siamo circondati sempre più da zone industriali di altri»
Il Comitato cittadino Coppetella evidenzia anche come «tutto passa sulla nostra testa, nessuno chiama quando si prendono decisioni importanti ma non accetteremo più operazioni come Amazon, come l’agrifotovoltaico, come il Consorzio Agrario, come l’area ex Mariotti, noi ne subiremo le conseguenze per sempre»
Chiaravalle – Prima sommessamente, ma ora con sempre maggior evidenza, abbiamo constatato un forte interesse sulle strutture della Manifattura Tabacchi (foto in primo piano) della nostra cittadina da parte di privati e della Regione Marche.
Da una parte si dice di salvaguardare l’attività manifatturiera esistente e contemporaneamente verificare la possibilità di creare nella restante parte del grande fabbricato una serie di nuove attività. Attività ad alta tecnologia, capaci di costituire un polo attrattivo a servizio dell’intero sistema produttivo marchigiano.
Anche su questo, come su tutte le realtà di sviluppo non siamo pregiudizialmente in disaccordo, però ci preoccupiamo di tutte queste concentrazioni da noi. Tuttavia se tutto verrà fatto con studi seri, oggettivi e reali, che tengano conto delle situazioni esistenti e della popolazione che abita il territorio, sarebbe una soluzione all’attuale semi-abbandono.
Vorremmo comunque sapere prioritariamente e non a studi e/o autorizzazioni avvenute quali saranno le ripercussioni sulla città. Non solo sul traffico, ma in questo caso, anche sugli approvvigionamenti energetici, sull’uso delle acque di falda e delle acque del fiume Esino, visto l’enorme consumo di acqua ed energia delle attività che usano le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale.
Vorremmo anche sapere dello smaltimento dei rifiuti e delle acque. Inoltre vorremmo sapere i vantaggi per la popolazione residente a compensazione delle variazioni ambientali create, anche se compatibilmente. Questo lo pretendiamo perché è nel nostro diritto e non accetteremo più operazioni come Amazon, come l’agrifotovoltaico, come il Consorzio Agrario, come l’area ex Mariotti.
Tutto già sostanzialmente autorizzato o realizzato o di prossima costituzione. Tutto passato sulla testa di noi cittadini, che ne subiremo le conseguenze per sempre. Tutto questo è grave, perché la Regione tende a guardare in alto e non a noi e il Comune di Chiaravalle si comporta da negazionista, in quanto: non ammette che Chiaravalle è una città inquinata non ammette che Chiaravalle è soffocata dal traffico non ammette che Chiaravalle è a rischio idrogeologico.
E non si tiene minimamente conto che: l’aeroporto è vicinissimo al centro abitato i fumi dell’Api investono soprattutto noi più di altri, Amazon è a 3 km, siamo circondati sempre più da zone industriali di altri Comuni in continua evoluzione, avremo presto il nostro territorio coperto da decine e decine di ettari di pannelli fotovoltaici. Soprattutto non ci si rende conto che, grazie a queste sottovalutazioni, gli altri ne approfittano e nessuno chiama Chiaravalle quando si prendono le decisioni importanti.
E inutile poi lamentarsi a cose fatte!
Attendiamo sempre l’inizio delle attività di logistica di Amazon, ancora non avviate, per verificare poi l’impatto sul territorio. Amazon e/o chi per lui è impegnato ancora per la selezione del personale, che a quanto sembra è molto selettiva.
Nelle prossime comunicazioni che faremo parleremo dei gravi rischi idrogeologici che sta correndo Chiaravalle e anche delle possibili soluzioni che proporremo.
Comitato cittadino Coppetella
(foto in primo piano, la Manifattura Tabacchi)
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