Cronaca
Falconara L’Api venduta agli azeri, il Comune chiede chiarimenti e garanzie
La sindaca Stefania Signori: «Nessuna comunicazione ufficiale da parre del Gruppo, al quale abbiamo trasmesso una lettera», critica la consigliera di opposizione Lara Polita: «Gravi responsabilità della politica locale»
Falconara – Suggellato l’accordo di cessione del Gruppo Ip Api agli azeri della Socar, Società posseduta al 100% dallo Stato dell’Azerbaijan. Una operazione da 3 miliardi di euro.
Nel pacchetto che passa di mano ci sono 4.600 stazioni di servizio, le raffinerie di Falconara e di Trecate e 10 milioni di tonnellate l’anno per quanto riguarda la capacità di raffinazione del petrolio.
Ovviamente le ripercussioni in Comune, alla notizia – che comunque era nell’aria da mesi – ci sono state. E trasudano preoccupazione.
«L’Amministrazione comunale, che ha sempre seguito con attenzione l’evolversi della situazione, ha appreso la notizia della chiusura dell’accordo di cessione soltanto tramite l’agenzia internazionale Reuters – afferma la sindaca Stefania Signorini, visibilmente amareggiata -, senza ricevere alcuna comunicazione ufficiale da parte dell’attuale proprietà. Riteniamo che, in una fase tanto delicata, sarebbe stato necessario e doveroso un riscontro formale da parte della Società. Per questo abbiamo trasmesso una lettera al Gruppo Api, al fine di ottenere informazioni chiare sul percorso di cessione delle quote azionarie e di avviare un contatto diretto con la nuova proprietà».
L’Amministrazione comunale sottolinea che la raffineria Api di Falconara rappresenta da molti anni una realtà significativa per la città e per l’intera Regione Marche.
«La sua attività coinvolge aspetti economici, occupazionali, sociali e ambientali, motivo per cui ogni cambiamento societario riveste un’importanza particolare per la comunità locale. E’ fondamentale instaurare con la proprietà – continua la sindaca – rapporto improntato al rispetto e alla collaborazione, ma fondato su principi irrinunciabili: la tutela della salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente restano le priorità assolute. A questi obiettivi si affiancano la difesa dei livelli occupazionali, la continuità degli investimenti, le prospettive di sviluppo e ammodernamento degli impianti e l’avvio di un percorso concreto verso la transizione ecologica».
L’Amministrazione chiede un immediato confronto diretto con i vertici della nuova proprietà «per comprendere le intenzioni per il futuro sotto il profilo occupazionale, delle strategie di investimento e dei progetti di innovazione e sostenibilità. Falconara ha bisogno di rassicurazioni chiare, concrete e tempestive, affinché la convivenza con la raffineria possa fondarsi su responsabilità, equilibrio e una visione condivisa del futuro».
«L’Amministrazione è convinta che un dialogo aperto e trasparente rappresenti la strada maestra per offrire certezze e serenità alla cittadinanza e ai lavoratori, e al tempo stesso per costruire un percorso di crescita equilibrata e sostenibile per l’azienda e per il territorio».
La consigliera di opposizione Lara Polita di Cittadini in Comune è critica.
«La Regione e il Comune avrebbero dovuto chiedere e avviare per tempo un tavolo inter-istituzionale. Il mancato coinvolgimento dei Ministeri dell’Industria, Ambiente, Salute e Lavoro e delle organizzazioni sindacali – afferma – rappresentano gravi responsabilità della politica locale. La vendita della raffineria Api era stata ventilata da tempo ma solo il movimento #fermiamoildisastroambientale aveva richiamato l’attenzione sull’argomento. Gli amministratori comunali e regionali devono rispondere a questa domanda: quali garanzie ci sono per la bonifica del sito?».
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