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Monsano Maria Grazia Focanti tra i nuovi Marchigiani dell’Anno
La cerimonia di assegnazione del prestigioso riconoscimento annuale giovedì 21 maggio a Roma, presso la Sala Koch di Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica
Monsano – Giovedì 21 maggio alle ore 17, presso Sala Koch – Palazzo Madama a Roma, avrà luogo la cerimonia di assegnazione del premio istituzionale Picus del Ver Sacrum 2025 “Marchigiano dell’anno”, con il patrocinio del Senato della Repubblica.
A ricevere il premio, tra gli altri, anche l’artista Maria Grazia Focanti, che vive e opera a Monsano.
Il prestigioso riconoscimento è assegnato annualmente dal Ce.S.Ma., Centro studi Marche “Giunchi” di Roma, a marchigiani che si sono distinti in campo scientifico, artistico, culturale e imprenditoriale.
Alla cerimonia di premiazione prenderanno parte l’on. Antonio De Poli Senatore Questore del Senato della Repubblica, Umberto Antonelli Presidente e Rosanna Vaudetti presidente onoraria del Ce.S.Ma. e Pina Gentili l’ instancabile direttrice.
I vincitori vedono rappresentanti di tutte le cinque province marchigiane, spaziando dal mondo dello studio e dell’Istruzione a quello dell’impresa, fino alla comunicazione e all’arte.
La manifestazione, giunta alla quarantesima edizione, rientra a pieno titolo tra gli scopi principali dell’attività del Ce.S.Ma. ed è intenzione dell’Ente di diffonderla, ogni anno, nelle sedi più prestigiose nazionali e internazionali.
Maria Grazia Focanti vanta un percorso di tutto rispetto: si è laureata in Sociologia ad Urbino presso l’Università degli studi “Carlo Bo” e poi, in seguito, ha frequentato un Corso di Pittura presso l’Accademia Belle Arti di Macerata.
Ha partecipato a molteplici mostre collettive e personali in varie città italiane, contribuendo anche, su invito, all’illustrazione di diverse pubblicazioni. Alcune delle sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private. La premiata, che si è detta onorata per l’assegnazione del prestigioso riconoscimento, sente anche la responsabilità che il Premio comporta.
«Sempre di più – ha affermato – l’arte è diventata la mia vita. Le Marche, unica regione con il nome al plurale, sono uno sguardo verso il mondo. Dalla periferia è più facile riflettere».
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