Attualità
Sassoferrato Diasen presenta “Kenosis” alla Milano Design Week
Diego Mingarelli: «Oggi un’architettura davvero sostenibile non può prescindere dall’anima dei materiali naturali»
Sassoferrato – In occasione della Milano Design Week, Diasen presenta alla Galleria Orlandi “Kenosis”, installazione progettata dall’architetto Andrea D’Antrassi, che trasforma lo spazio espositivo in un paesaggio architettonico immersivo, dove materia naturale e vuoto diventano protagonisti dell’esperienza.
Il progetto si articola in quattro elementi monumentali, che si differenziano per forma e colore e delimitano uno spazio centrale vuoto. Disposti come un cromlech contemporaneo, definiscono un recinto simbolico che richiama il temenos, lo spazio sacro della tradizione greca, dando forma a un paesaggio architettonico da attraversare.
«L’architettura inizia dalla materia, ma è attraverso la materia che lo spazio si rivela. In questo progetto, la materialità non è decorazione ma presenza: una superficie che cattura luce, tempo e memoria» sottolinea Andrea D’Antrassi.
Basato sulla centralità dell’esperienza sensoriale, Kenosis propone una riflessione sul valore della materia naturale e sul potere dell’architettura di generare percezione e silenzio, suggerendo una nuova modalità di abitare lo spazio: nel cuore della Design Week, l’installazione invita il visitatore a rallentare e a vivere una dimensione più contemplativa.
«Con Kenosis abbiamo lavorato sul valore della sottrazione: più che costruire un oggetto, abbiamo dato forma a uno spazio. Il sughero, cuore della tecnologia Diathonite, introduce nell’opera un elemento biofilico che fa vivere l’emozione sensoriale del contatto con la natura, creando un benessere reale – spiega Diego Mingarelli, ceo di Diasen – Oggi un’architettura davvero sostenibile non può prescindere dall’anima dei materiali naturali: il sughero, rinnovabile e irregolare, reinterpreta in modo vivo e dinamico la tradizione di un costruire antico creando ambienti unici e in equilibrio con l’ecosistema del comfort e della bellezza».
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