Cronaca
Poggio San Marcello Discarica si va avanti, presentato il “nuovo” progetto
Riaperto l’iter dopo una forte mobilitazione che aveva interessato la Vallesina avversa alla realizzazione dell’impianto in una zona già segnata dalla presenza della vecchia “Cornacchia”
Poggio San Marcello – Che la questione fosse tutt’altro che finita lo si percepiva, adesso è arrivata la conferma.
La teatina Nice Srls ha presentato in data 10 marzo scorso istanza di Provvedimento autorizzatorio unico (Paur), comprensivo della Valutazione di impatto ambientale (Via), per la realizzazione e l’esercizio di un impianto di discarica per rifiuti speciali non pericolosi nel Comune di Poggio San Marcello con trasmissione della documentazione progettuale.
Ora Amministrazioni comunali ed Enti interessati saranno richiamati ad esprimersi, quindi, sulla realizzazione e sull’esercizio del progetto che evidentemente è stato rivisto alla luce delle osservazioni che erano piovute addosso.
Discarica che dovrebbe sorgere in ambito comunale ma che lambisce territori di altri Comuni come Castelplanio, Montecarotto, Maiolati Spontini e più in generale impatta su tutta la Vallesina (anche con l’aumento del traffico pesante giornaliero) inoltre, si verrebbe a trovare a circa 800 metri da quella vecchia della Cornacchia, fatta chiudere dopo anni di lotte.
L’impianto a suo tempo proposto consta di 73mila mq, durata operativa 7 anni, per 500mila mc di rifiuti speciali non pericolosi, per trattare fanghi industriali, residui chimici e di lavorazioni non artigianali, terre contaminate da bonifiche, ceneri e altri materiali derivanti da processi industriali.
Ma la mobilitazione avversa al progetto era arrivata subito, con in prima linea il Comitato di controllo della discarica (che aveva anche proposto un’azione in autotutela nei confronti della Provincia, al fine di far dichiarare la chiusura del procedimento), i 12 Sindaci della Media Vallesina e non solo, cittadini, e quindi il parere negativo della Provincia derivante dalle osservazioni in negativo presentate, afferenti, tra l’altro, odori, contaminazioni, emissioni, quello della Soprintendenza che evidenziava come le opere in progetto comportassero una manomissione irreversibile dei valori paesaggistici, risultando incompatibile con il vigente Prg, che tutela l’area come contesto agricolo e paesaggistico e non prevede la destinazione d’uso richiesta.
Per quanto attiene il piano sanitario, inoltre, già nel 2016 Arpam e Asur avevano espresso pareri congiunti che vertevano sulla necessità di non aggiungere ulteriori pressioni ambientali e sanitarie proprio in una zona già segnata dalla presenza della discarica della Cornacchia e da altri impianti, a tutela del diritto alla salute dei cittadini.
(foto in primo piano, l’area interessata dal progetto discarica)
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