Cronaca
Cerreto d’Esi Vertenza Electrolux, il sindaco Grillini: «Cerreto non si tocca, cambiare il piano»
Il primo cittadino richiama la multinazionale svedese alle sue responsabilità morali e produttive verso la comunità
Cerreto d’Esi – Non si placano le reazioni dopo l’esito del tavolo tecnico al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Nonostante una lieve contrazione degli esuberi in Italia (da 1.719 a 1.450), Electrolux ha ribadito la volontà di dismettere lo stabilimento di Cerreto d’Esi e di cancellare i vincoli sull’organizzazione del lavoro.
Una linea aziendale di di fronte alla quale Fim, Fiom e Uilm hanno già risposto con la proclamazione di 8 ore di sciopero.
A far sentire con forza la propria voce è anche il sindaco di Cerreto d’Esi, David Grillini, che rigetta fermamente l’ipotesi di chiusura: «Chiedere flessibilità e ritmi più serrati ha senso solo a fronte di garanzie su occupazione e investimenti. Altrimenti si chiedono sacrifici senza offrire prospettive».
Il primo cittadino richiama la multinazionale svedese alle sue responsabilità morali e produttive verso la comunità: «Un’azienda non può guardare solo ai bilanci quando decide dove dismettere; deve guardare anche alle persone e alle famiglie che ne hanno fatto il patrimonio».
Per Grillini occorre ora spostare il confronto su un piano squisitamente politico con Regione e Governo: l’obiettivo principale deve rimanere il rilancio del sito marchigiano. «Arrendersi oggi significherebbe far decidere il futuro dai meri numeri di un piano industriale. Una comunità vale molto di più», conclude rivolgendosi direttamente ai lavoratori.
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