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Jesi Dalle strade con le buche alla strada scolastica a pois

Critiche dell’Associazione Per Jesi all’Amministrazione comunale per le mancate manutenzioni: «È come se ballasse sul Titanic»

Jesi – Oramai non ci si può sorprendere più di nulla di questa Amministrazione comunale: dall’assessore allo sport Animali che accampa scuse per la sostituzione di due canestri ma poi si muove per un altro campetto quando viene criticato, mentre la stessa Amministrazione spende più di 300mila euro in consulenze; al sindaco che veste i panni del commissario Montalbano e identifica immediatamente i vandali che deturpano il cartello di un bagno pubblico, il il quale dopo appena due giorni viene sostituito

Forse per il cartello in questione c’era già pronto il ricambio, ma chissà a cosa dobbiamo la lungimiranza in questo caso, mentre in grandissima parte della città la segnaletica rimane in uno stato deplorevole per anni, nonostante le tante segnalazioni.

Come è noto il nucleo del malcontento in città, però, è lo stato di manutenzione delle strade. Da un’Amministrazione razionale ci si aspetterebbe un’opera straordinaria e diffusa, come promesso da anni se non fosse che conviene aspettare l’avvicinamento delle elezioni, con buona pace del motto assessorile secondo cui le asfaltature non si fanno in inverno.

L’Amministrazione tuttavia non sta ferma del tutto: in realtà è come se ballasse sul Titanic. Si dedica a progetti velleitari, sperimentazioni inusuali, come a darsi una ventata di modernità e a volersi spostare una spanna sopra al popolino, incapace di volare alto, più su dei problemi terra terra delle buche da chiudere, pensando bene invece di mettere mano a priorità quali la cosiddetta strada scolastica, davanti all’Istituto superiore Marconi-Pieralisi di via Sanzio.

Si asfaltano una cinquantina di metri, il resto del manto stradale rimane così com’è e si decora il tutto con giganteschi bolli colorati. 

Oltretutto, per il momento non vi è segnale che quest’area non faccia parte della sede stradale: questo contravverrebbe pure alle disposizioni del Codice della Strada che, diversamente dall’urbanismo tattico, non pensa sia una buona idea confondere i guidatori. È oggettivo e logico: la segnaletica deve essere chiara ed intellegibile.

Nel frattempo, tutto il resto delle strade, compresa la quasi totalità di via Radiciotti, tolto il tratto appena rifatto, rimane purtroppo con il tipico aspetto delle strade jesine: buche, crepe e avvallamenti

A poche centinaia di metri in via Polonia alcuni residenti con disabilità sono costretti a transitare lungo la strada poiché i marciapiedi non sono percorribili; permane inoltre il pericoloso avvallamento, sempre più profondo, in via Valche, di fronte al centro commerciale Arcobaleno, meritevole solo di un segnale di pericolo temporaneo.

Sicuramente non sufficiente per evitare guasti al proprio mezzo per alcune delle migliaia di automobilisti che si trovano a passare di lì ogni giorno.

Tornando alla strada scolastica: non è un progetto marginale, ma un lavoro dal costo di 60mila euro.

Un’opera che non è dato sapere se rientra nel famoso Masterplan del Viale della Vittoria, ma che è certo avere come effetto immediato quello di togliere molteplici parcheggi.

Ad oggi non è dato sapere il numero con esattezza, perché non si sa dove inizia e dove finisce e soprattutto è un progetto realizzato in sordina, escludendo dalla decantata partecipazione i residenti ed anche il Comitato di Quartiere che non è stato minimamente preso in causa.

Come da copione, d’altronde.

Infatti è oramai noto che in questi anni i Comitati, oltre che per partecipare al Gran Leò, non sono stati chiamati in causa soprattutto quando si è trattato di chiedere loro pareri e valutazioni per decisioni che riguardavano il quartiere. 

Sarà forse anche perché imporre la partecipazione, che si rivela puntualmente di facciata, è più semplice che coinvolgere e trovare un compromesso con cittadini e Comitati che reclamano il diritto di dire la loro.

Però, da quei dell’Amministrazione c’è ancora qualcuno che si chiede in maniera disincantata come mai l’opposizione ha valutato di non correre per far numero nei tavoli di lavoro.

Chi avrebbe, secondo loro, l’anello al naso?

Associazione Per Jesi

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