Attualità
San Marcello “Donacibo”, il gesto che insegna la cura dell’altro
Gli alunni delle primarie Verdi e Pergolesi di Monsano hanno partecipato alla raccolta alimentare e a un concorso artistico dedicato alle parole di pace
San Marcello – Non solo alimenti a lunga conservazione da raccogliere e consegnare a chi attraversa un momento di difficoltà, ma un percorso per imparare fin da piccoli che la solidarietà può diventare un’abitudine, un gesto concreto e una responsabilità condivisa. È questo il senso del progetto Donacibo, promosso nelle scuole del territorio che aderiscono all’iniziativa e sviluppato all’interno dell’Istituto comprensivo Rossini, Unione dei Comuni, con la referente Rossella Barboni.

Prima di Pasqua ai bambini e ai ragazzi viene chiesto di portare liberamente a scuola generi alimentari non deperibili, destinati poi all’associazione Il Salvagente Onlus, presieduta da Ariella Agarbati. I beni raccolti vengono utilizzati per confezionare pacchi alimentari, consegnati periodicamente dai volontari alle famiglie del territorio segnalate da assistenti sociali, parroci o attraverso la rete di conoscenze e vicinanza che sostiene l’associazione.
Il progetto ha coinvolto la scuola primaria Verdi e la scuola primaria Pergolesi di Monsano, dove la raccolta è diventata anche occasione per un lavoro più ampio. Accanto al gesto della donazione, infatti, è stato proposto un concorso artistico pensato per aprire i bambini alla dimensione del dono e della condivisione, aiutandoli a prendere coscienza della povertà esistente e delle situazioni di sofferenza presenti anche nella società di oggi.

Il percorso non si è limitato alla settimana della raccolta. Le classi hanno lavorato per mesi attraverso letture, attività e momenti di confronto, fino alla realizzazione di elaborati artistici e creativi. Al centro del concorso, quest’anno, il tema della pace, affrontato partendo dalle parole.
«Il primo scopo della guerra è annullare l’altro anche nelle parole», è uno dei passaggi emersi nel percorso. Da qui la riflessione su quali siano, invece, le parole capaci di mantenere vivo uno sguardo di umanità verso l’altro.
I bambini hanno trasformato questa riflessione in opere molto diverse tra loro: storie, città, strade, percorsi, parole che uniscono e parole che dividono. In alcuni lavori la pace viene raccontata quale parola lanciata “come una palla”, capace di rimbalzare e raggiungere tutti; in altri come una scelta comunitaria, che riguarda Paesi, famiglie, classi e relazioni quotidiane. Non manca il tema della ferita, dell’uomo e del mondo feriti, ma anche della possibilità di cura attraverso gesti e parole capaci di ricucire.

Il messaggio è semplice e forte: le parole gentili devono far parte del vocabolario di ogni giorno. Anche l’immagine delle “bombe per la pace” ribalta il linguaggio della guerra, trasformandolo in un invito a far esplodere sentimenti di vicinanza, ascolto e attenzione. In alcune classi i bambini hanno lavorato anche sui modi diversi di dire pace nelle varie lingue, sottolineando come questo desiderio appartenga a tutti i popoli e a tutte le culture. Il riferimento al libro il Piccolo Principe ha poi accompagnato il filo conduttore dell’avere cura dell’altro e del proteggere l’umanità.
Fondata nel 2009, Il Salvagente onlus è un’associazione di volontariato senza finalità di lucro che opera a favore di persone in difficoltà, soggetti svantaggiati e nuclei familiari disagiati. La sua attività unisce sostegno alimentare, proposta di amicizia e attenzione educativa, nella convinzione che dietro il bisogno materiale ci sia spesso anche una richiesta più profonda di relazione, ascolto e condivisione.
Ed è proprio questo l’aspetto che il Donacibo porta dentro la scuola: non un semplice aiuto a chi ha meno, ma un’occasione per riconoscere che il bisogno riguarda tutti, in forme diverse. Per i bambini diventa così un’esperienza concreta di cittadinanza e umanità: portare un alimento, pensare a chi lo riceverà, scegliere parole che costruiscono invece di dividere. Un gesto piccolo, ma capace di lasciare un segno.
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