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Jesi Le Vie del Benessere raddoppia: 44 appuntamenti dal 17 al 20 settembre
Presentata a Palazzo Pianetti la terza edizione del Festival, tema 2026 “Confini”, sei Comuni coinvolti e nel programma anche la Social Opera al Pergolesi
Jesi – Da 22 a 44 appuntamenti, quattro giornate e un Festival che, anno dopo anno, allarga i propri confini anche oltre Jesi.
Torna dal 17 al 20 settembre “Le Vie del Benessere”, promosso da Asp Ambito 9 e Fondazione Vallesina Aiuta Ets, giunto alla terza edizione e presentato ieri mattina a Palazzo Pianetti.
Non è casuale che il filo conduttore scelto per il 2026 sia proprio “Confini”, intesi non soltanto come limiti, ma come luoghi di incontro e contaminazione fra persone, discipline e comunità. Salute, welfare, cultura, sport, educazione, inclusione e partecipazione si intrecceranno tra convegni, talk, laboratori, mostre, spettacoli e attività esperienziali.
«Siamo passati dai 22 eventi dello scorso anno a 44 – ha sottolineato il direttore dell’Asp9 Franco Pesaresi –. È una crescita costante, non soltanto dal punto di vista quantitativo». Una manifestazione che diventa anche più diffusa sul territorio, coinvolgendo quest’anno sei Comuni dell’Ambito attraverso la sezione itinerante “Oltre le Vie”.

Pesaresi ha ribadito anche il senso che accompagna il Festival fin dalla sua nascita: «L’obiettivo è affrontare il tema del benessere da due punti di vista: da una parte la ricerca e l’impegno personale per stare bene, dall’altra l’impegno delle istituzioni nel creare le condizioni perché un’intera comunità possa vivere bene. Quello che vogliamo fare attraverso queste iniziative è promuovere il benessere della nostra comunità».
Un concetto ripreso dal presidente dell’Asp, Daniele Tassi: «Il benessere non è una prospettiva passiva per il cittadino – ha spiegato –. Le istituzioni possono mettere in campo politiche che lo favoriscano, ma la prima responsabilità nella ricerca del nostro benessere è nostra».
Un’attenzione che riguarda non soltanto la dimensione fisica, ma anche quella psicologica e relazionale, in una società nella quale ritmi di lavoro e richieste di performance rendono sempre più forte il bisogno di spazi dedicati alla cura di sé.

A illustrare nel dettaglio il ricco calendario degli appuntamenti è stata Rita Ferro,
Nel programma 2026 entra a pieno titolo anche la Social Opera, un’integrazione che rafforza il rapporto tra Festival, spettacolo e inclusione.
«Siamo molto contenti che quest’anno rientri all’interno de Le Vie del Benessere – ha sottolineato Rita Ferro – e vogliamo dare la giusta rilevanza anche a questa iniziativa».
Su questo aspetto si è soffermata la direttrice generale della Fondazione Pergolesi Spontini, Lucia Chiatti, evidenziando come l’inserimento della Social Opera nel Festival rappresenti una scelta precisa e non soltanto una coincidenza di calendario.
Lucia Chiatti ha richiamato il lavoro portato avanti insieme alla direzione artistica, sottolineando il valore sempre più evidente delle arti nei percorsi dedicati alla persona.
«Il teatro, la musica e le arti in genere sono strumenti preziosi – ha spiegato – e sempre più ne stiamo scoprendo il valore anche in termini di benessere psicofisico».
Da qui la volontà di inserire nel programma del Festival anche un appuntamento performativo, apparentemente diverso dagli altri ma pienamente coerente con il tema del benessere e dell’inclusione.
È in questo percorso che si colloca “Il caso Schicchi. Social Opera”, in programma il 19 settembre al Teatro Pergolesi, esperienza che mette insieme spettacolo, partecipazione e inclusione e che si lega anche al percorso di OperaH, portato avanti dalla Fondazione con persone con disabilità, operatori, artisti e giovani del territorio. Il palcoscenico diventa così non soltanto luogo di spettacolo, ma spazio di relazione e di crescita condivisa.
A sottolineare il forte legame tra il Festival e il territorio è stato anche il vicesindaco Samuele Animali.
«Non siamo nella logica dell’evento a sé stante – ha osservato – ma in quella di una fortissima integrazione con le altre manifestazioni e, soprattutto, con le politiche pubbliche e sociali che caratterizzano questo territorio».
I temi scelti nascono infatti anche dalle esigenze che emergono durante l’anno: dall’abitare alla condizione degli anziani, fino allo sport e all’inclusione. «Si tratta di raccogliere ciò che arriva dal territorio, rifletterci e avere nuovi strumenti per continuare a lavorare meglio».
Il presidente della Fondazione Vallesina Aiuta Marco Pozzi, assente alla presentazione, ha affidato invece il proprio contributo a un messaggio: «Le Vie del Benessere rappresentano un esempio concreto di come una fondazione di comunità possa contribuire a creare relazioni tra istituzioni, enti, organizzazioni e competenze diverse attorno a obiettivi comuni». Una rete che guarda anche allo sviluppo di nuove progettualità, dal welfare culturale alla prescrizione sociale.
Il programma attraverserà numerosi luoghi di Jesi e vedrà tra gli ospiti Simona Ravizza, Mario De Caro, Giuseppe Lavenia, Valentina Strologo, Osvaldo Poli, Valentina Mastroianni, Luca Pancalli, Elena Pantaleo, Cristian Scassellati e Michele Massa, insieme a professionisti, associazioni e realtà locali.
Quattro giorni, dunque, nei quali il benessere sarà affrontato non come un concetto astratto, ma attraverso esperienze, relazioni e politiche che partono dalla comunità e tornano alla comunità.
Per quasi tutte le iniziative è prevista la prenotazione, così da consentire una migliore gestione degli spazi.
«Conviene prenotarsi – ha spiegato Franco Pesaresi–, anche perché per alcuni appuntamenti i posti stanno già andando esauriti e uno, in particolare, è già al completo. È una novità che quest’anno vogliamo provare e sperimentare».
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